Porgi l’orecchio al mio lamento, Signore Dio:
Voglia tu intendere il murmure del mio pensiero.
La mia grida ascolta, come mio Re, come mio Dio. Sì ti pregherò.
Dal mattino dunque la mia voce, Sire, tu udrai:
dal mattino dunque appronterò la mia orazione
Tutta verso te, donde guardando la mia liberazione attenderei:
Se tu sei Dio a cui il misfatto non piacerà punto:
Se la malefatta presso di te non si tiene:
Se dai tuoi occhi davanti punto non verranno gli storditi:
Ché in orrore tu li hai presi aborrendoli
tutti gli operatori di vano errore: e distruggerai
gli avanzatori della menzogna che mentitori blaterano invano.
Detestandolo il Signore odia l’uomo maledetto,
che il sangue cerca, e di tradimento il mestiere fa.
Io mi fido come assicurato della grandezza della tua bontà:
Di ciò assicurandomi alla tua casa andrò ad entrare:
Da questo luogo santo adorandoti Dio riverentemente,
e del tuo timore tutto colmo, gli onori dovuti io ti renderò.
Della tua rettitudine, Signore Dio, guida i miei passi,
che non sia messo alla mercé del mio odiatore:
e davanti a me drizza sempre il cammino santo della tua bontà.
Nessuna giustizia dalla loro bocca sgorgherà:
il dentro di loro, slealtà: e la gola,
un’apertura di tomba: e della loro lingua adulatori sono.
Desolati siano, saccheggiati siano: e Signore Dio
tutta l’impresa che hanno fatta, disfaia.
Gettali tra il gran numero delle loro frodi e misfatti.
Gettali, essi che si sono presi alla tua grandezza:
e che tutti quelli che devoti sperano in te,
allegri siano. Faranno festa in eterno quando li abbatterai.
Qui la tua grandezza amano, in te si ricreeranno:
All’uomo integro il tuo favore, Sire, tu darai:
e lo scudo della tua bontà coprendolo tutto, lo difenderà.
Jean-Antoine de Baïf
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-salmo-v-jean-antoine-de-baif/
