… Quando il mio spirito un tempo soggetto alla tua collera
Ai Campi Elisi avrà posto fine al mio pianto,
Vedrò gli amanti che da tale miseria
Gustarono tali riposi dopo tali sventure,
I tuoi simili pure che la loro stessa sentenza
Punisce incessantemente nell’Inferno cavo e livido,
A chiunque avrà servito tale dama
Con tanta rigore e fedeltà,
Uguaglierò la mia morte come feci la mia vita,
Maledicendo a gara ogni leggerezza,
Fuggendo l’acqua dell’oblio per fare esperienza
Quanto dei mali passati dolce è il ricordo.
O amanti scampati alle miserie del mondo,
Fui il servo di un occhio più bello di qualsiasi altro occhio,
Servo di una tirannia senza pari,
E il mio amore costante mai ebbe il suo simile.
Non c’è amante costante che in fede mi superi,
Diana non ebbe mai pari in incostanza,
Vedrò agli Inferi le pene preparate
A quelle che hanno amato leggermente,
Che hanno calpestato le promesse giurate,
E per ogni misfatto, ogni proprio tormento.
Dèi, colpite l’omicida, o la giustizia erra
Fuori dagli alti Cieli bandita come dalla terra!
Altra punizione non occorre all’incostante
Che di vivere cento anni a gustare i rimorsi
Della sua leggerezza inumana, sanguinante,
Le sue stesse azioni le saranno mille morti,
I suoi tratti la colpiranno e la piaga mortale
Che fece nel mio seno risanguinerà su di lei.
Straccerò la notte le tende del suo letto,
Assediando delle tre Sorelle infernali il letto,
Portando il fuoco, il lamento e il sangue in bocca.
Il risveglio ordinario è lo spavento della notte,
Il mio grido contro il Cielo colpirà la vendetta
Del delitto insanguinato fatto dalla sua incostanza. […]
Théodore Agrippa d’Aubigné
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-quando-il-mio-spirito-un-tempo-soggetto-alla-tua-collera-theodore-agrippa-d-aubigne/
