Il giorno si spegne sulle tue colline,
O terra dove languono i miei passi!
Quando potrete, occhi miei, quando potrete, ahimè!
Salutare gli splendori divini
Del giorno che non si spegnerà?
Sono essi aperti per le tenebre,
Questi sguardi assetati del giorno?
Dal suo fulgore, o Notte! alle tue ombre funebri
Perché passano essi a vicenda?
L’anima mia non è ancora stanca
Di ammirare l’opera del Signore;
Gli slanci infiammati di questo cuore che lo adora
Non avevano esaurito il mio cuore!
Dio del giorno! Dio delle notti! Dio di tutte le ore!
Lasciami volare sui fuochi del sole!
Dove va verso occidente questa nube vermiglia?
Va a velare la soglia delle tue sante dimore
Dove l’occhio non conosce più la notte né il sonno!
Tuttavia sono belli agli occhi della speranza,
Questi campi del firmamento ombreggiati dalla notte;
Mio Dio! in questi deserti il mio occhio ritrova e segue
I miracoli della tua presenza!
Quei cori scintillanti che il tuo dito solo conduce,
Quegli oceani d’azzurro dove la loro folla si slancia,
Quei fanali accesi di distanza in distanza,
Questo astro che appare, questo astro che fugge,
Li comprendo, Signore! tutto canta, tutto m’istruisce
Che l’abisso è colmato dalla tua magnificenza,
Che i cieli sono viventi, e che la tua provvidenza
Riempie della sua virtù tutto ciò che ha prodotto!
Questi flutti d’oro, d’azzurro, di luce,
Questi mondi nebulosi che l’occhio non conta,
O mio Dio, è la polvere
Che si solleva sotto i tuoi passi!
O Notti, srotolate in silenzio
Le pagine del libro dei cieli;
Astri, gravitate in cadenza
Nei vostri sentieri armoniosi;
Durante queste ore solenni,
Aquiloni, ripiegate le vostre ali,
Terra, assopite i vostri echi;
Stendi le tue onde sulle spiagge,
O mare! e culla le immagini
Del Dio che ti ha dato i tuoi flutti.
Sapete il suo nome? La natura
Riunisce invano le sue cento voci,
L’astro all’astro mormora
Qual Dio ci impose le nostre leggi?
L’onda all’onda domanda
Chi è colui che ci rimprovera?
Il fulmine dice all’aquilone:
Sai tu come si chiama il tuo Dio?
Ma gli astri, la terra e l’uomo
Non possono completare il suo nome.
Quanto sono stretti, Signore, i tuoi templi per l’anima mia!
Crollate, muri impotenti, crollate!
Lasciatemi vedere quel cielo che mi sottraete!
Architetto divino, le tue cupole sono di fiamma!
Quanto sono stretti, Signore, i tuoi templi per l’anima mia!
Crollate, muri impotenti, crollate!
Ecco il tempio dove tu risiedi!
Sotto la volta del firmamento
Ravvivi quei fuochi rapidi
Con il loro eterno movimento!
Tutti questi figli della tua parola,
Bilanciati sul loro doppio polo,
Nuotano in seno alle tue chiarità,
E dai cieli dove i loro fuochi impallidiscono
Sul nostro globo essi riflettono
Fuochi a te stesso presi in prestito!
L’Oceano si diverte
Ai piedi del suo Re;
L’aquilone scuote
Le sue ali di spavento;
Il fulmine ti loda
E combatte per te;
Il lampo, la tempesta,
Coronano la tua testa
D’un triplo raggio;
L’aurora ti ammira,
Il giorno ti respira,
La notte ti sospira,
E la terra spira
D’amore al tuo nome!
E io, per lodarti, Dio dei soli, chi sono?
Atomo nell’immensità,
Minuto nell’eternità,
Ombra che passa e che non è più stata,
Puoi tu ascoltarmi senza prodigio?
Ah! il prodigio è la tua bontà!
Io non sono nulla, Signore, ma la tua sete mi divora;
L’uomo è nulla, mio Dio, ma questo nulla ti adora,
Si eleva per il suo amore;
Tu non puoi disprezzare l’insetto che ti onora,
Tu non puoi respingere questa voce che ti implora,
E che verso la tua divina dimora,
Quando l’ombra si dissolve,
Si eleva con l’aurora,
La sera geme ancora,
Rinasce con il giorno.
Sì, in quei campi d’azzurro che il tuo splendore inonda,
Dove il tuo tuono rumoreggia,
Dove tu vegli su di me,
Questi accenti, questi sospiri animati dalla fede,
Vanno cercando, d’astro in astro, un Dio che mi risponda,
E d’eco in eco, come voci sull’onda,
Rotolando di mondo in mondo
Risuonare fino a te.
Firenze, 9 marzo 1826.
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-linno-della-notte-alphonse-de-lamartine/
