La sera riporta il silenzio.
Seduto su queste rocce deserte,
seguo nel vago dell’aria
il carro della notte che avanza.
Venere si leva all’orizzonte;
Ai miei piedi la stella amorosa.
Del suo lume misterioso
Imbianca i tappeti d’erba.
Di questo faggio dal fogliame scuro
Sento stormire i rami:
si direbbe intorno ai sepolcri
che si oda volteggiare un’ombra.
Tutto a un tratto staccato dai cieli,
Un raggio dell’astro notturno,
Scivolando sulla mia fronte taciturna,
Viene mollemente a toccarmi gli occhi.
Dolce riflesso d’un globo di fiamma,
Incantevole raggio, che mi vuoi?
Vieni tu nel mio petto abbattuto
A portare la luce alla mia anima?
Scendi tu per rivelarmi
Dei mondi il divino mistero?
I segreti nascosti nella sfera
Ove il giorno ti richiamerà?
Una segreta intelligenza
Ti indirizza ai infelici?
Vieni tu la notte a brillare su loro
Come un raggio di speranza?
Vieni tu a svelare l’avvenire
Al cuore affaticato che t’implora?
Raggio divino, sei tu l’aurora
Del giorno che non deve finire?
Il mio cuore al tuo chiarore s’infiamma,
Sento trasporti sconosciuti,
Penso a coloro che non sono più
Dolce luce, sei tu la loro anima?
Forse questi mani felici
Scivolano così sul boschetto?
Avvolto dalla loro immagine,
Credo di sentirmi più vicino a loro!
Ah! se siete voi, ombre care!
Lontano dalla folla e lontano dal rumore,
Tornate così ogni notte
A mescolarvi alle mie fantasticherie.
Riportate la pace e l’amore
In seno alla mia anima esausta,
Come la rugiada notturna
Che cade dopo i fuochi del giorno.
Venite!… ma vapori funebri
Montano dai bordi dell’orizzonte:
Essi velano il dolce raggio,
E tutto rientra nelle tenebre.
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-sera-alphonse-de-lamartine/
