Muri bianchi, tetto rosso, è la Locanda fresca in riva
Alla grande strada polverosa dove il piede brucia e sanguina,
La Locanda allegra con la Felicità per insegna.
Vino bleu, pane tenero, e non serve il passaporto.
Qui si fuma, qui si canta, qui si dorme.
L’oste è un vecchio soldato, e l’ostessa, che pettina
E lava dieci marmocchi rosei e pieni di tigna,
Parla d’amore, di gioia e di agio, e non ha torto!
La sala dal nero soffitto di travi, dalle immagini
Violente, Maleck Adel e i Re Magi,
Vi accoglie con un buon profumo di minestra di cavoli.
Sentite? È la pentola che accompagna
L’orologio col tic-tac allegro del suo polso.
E la finestra si apre in lontananza sulla campagna.
Paul Verlaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-locanda-paul-verlaine/
