Il vecchio spirito notturno

Poesi di Victor Hugo Epoca XIX secolo

Il vecchio spirito notturno, d’ignoranza e d’odio
Con i chiodi di Gesù Cristo forgia all’uomo una catena,
Trasforma il fanciullo candido e puro in nano invecchiato,
Lega al rogo Jean Huss e Morus al ceppo,
Percuote con la sua ferula Orazio, e, se Voltaire
e Rousseau fanno rumore in classe, li fa tacere.
Dà sulle dita al buon Dio stupito.
Raffredda le fronti che l’alba riscaldava,
Insulta il cielo nella donna, e lo nega
Nell’astro, nel fiore, nell’arte, nel genio.
Lo spegnitoio sugli occhi, la torcia in pugno, imbronciato,
Subdolo, pedante, feroce, aspira l’odore
Del pensiero spento e della carne bruciata.
Fa mettere in ginocchio il vecchio Galileo
Sulla terra che gira e davanti al sole.
Su occhio che vuol aprirsi versa il sonno.
Tiene fra i denti l’anima umana, e la rosicchia.
Ispira Nisard, Veuillot, Planche, Nonotte,
Lascia dietro di sé ogni cuore morto e gelato,
E l’erba non cresce più dove il suo asino è passato.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-vecchio-spirito-notturno-victor-hugo/