Ruotate nei vostri sentieri di fiamma,
Astri, re dell’immensità!
Insultate, schiacciate la mia anima
Con la vostra quasi eternità!
E voi, comete vagabonde,
Del divino oceano dei mondi
Traboccamento prodigioso,
Uscite dai limiti tracciati,
E rivelate altri pensieri
Di colui che pensò i cieli!
Trionfa, immortale natura!
A cui la mano piena di giorni
Presta forze senza misura,
Tempi che rinascono sempre!
La morte ritempra la tua potenza,
Da’, rapisci, rendi l’esistenza
A tutto ciò che la attinge in te;
Insetto schiuso dal tuo sorriso,
Io nasco, guardo e spiro,
Cammina e non pensare più a me!
Vecchio oceano, nelle tue rive
Fluttua come un cielo spumeggiante,
Più tempestoso delle nuvole,
Più luminoso di un firmamento!
Mentre gli imperi nascono,
Crescono, cadono, scompaiono
Con le loro generazioni,
Drizza le tue creste ribollenti,
Batti la tua riva! e di’ alle tempeste:
Dove sono i nidi delle nazioni?
Tu che non sei stanca di schiudere
Dalla nascita dei giorni.
Lèvati, raggiante aurora,
Coricati, lèvati sempre!
Riflettete i suoi fuochi sublimi,
Nevi splendenti delle cime,
Dove il giorno scende come un re!
Brillate, brillate per confondermi,
Voi che un raggio del giorno può fondere,
Voi sussisterete più di me!
E tu che t’abbassi e t’eleggi
Come la polvere dei cammini,
Come le onde sulla riva,
Stirpe innumerevole degli umani,
Sopravvivi al tempo che mi consuma,
Inghiottimi nella tua spuma,
Io stesso sento il mio nulla,
Nel tuo seno che cos’è una vita?
Ciò che è una goccia di pioggia
Nei bacini dell’oceano!
Voi morite per rinascere ancora,
Voi formicolate nei vostri solchi!
Un soffio della sera all’aurora
Rinnova i vostri turbini!
Un’esistenza svanita
Non fa calare d’una vita
Il flusso dell’essere sempre pieno;
Non vi manca quando io spiro
Più di quanto all’uomo che respira
Non manchi un soffio dal suo seno!
Voi spazzerete la mia cenere;
L’uomo o l’insetto ne rinascerà!
Il mio nome bruciante di spargersi
Nel nome comune si perderà;
Fu! ecco tutto! presto persino
L’oblio copre questo parola suprema,
Un secolo o due l’avranno vinto!
Ma voi non potete, o natura!
Cancellare una creatura;
Io muoio! che importa? ho vissuto!
Dio mi ha visto! lo sguardo di vita
Si è abbassato sul mio nulla,
La vostra esistenza ringiovanita
Ha secoli, io ebbi il mio istante!
Ma nel minuto che passa
L’infinito di tempo e di spazio
Nel mio sguardo si è ripetuto!
E ho visto in questo punto dell’essere
La stessa immagine apparirmi
Che voi nella vostra immensità!
Distanze incommensurabili,
Abissi dei monti e dei cieli,
I vostri misteri inesauribili
Si sono rivelati ai miei occhi!
Ho rotolato nei miei voti sublimi
Più onde che i tuoi abissi
Non ne rotolino, o mare in furore!
E voi, soli dagli occhi di fiamma,
Lo sguardo bruciante della mia anima
Si è elevato più in alto di voi!
Dell’essere universale, unico,
Lo splendore nella mia ombra brillò,
E ho mormorato il mio cantico
Di gioia e d’amore davanti a lui!
E il suo raggiante pensiero
Nel mio si è ritratto,
E la sua parola mi ha conosciuto!
E sono salito davanti al suo volto,
E la natura mi ha detto: Passa:
Il tuo destino è sublime, egli ti ha visto!
Vivete dunque i vostri giorni senza misura!
Terra e cielo! celeste fiaccola!
Montagne, mari, e tu, natura,
Sorridi a lungo sulla mia tomba!
Cancellato dal libro della vita,
Che il nulla stesso mi dimentichi!
Ammiro e non sono geloso!
Il mio pensiero ha vissuto in anticipo
E muore con una speranza
Più imperitura di voi!
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-eternita-della-natura-brevita-delluomo-alphonse-de-lamartine/
