Chiunque sulle ossa dei sepolcri orribili

Poesi di Théodore Agrippa D'Aubigné Epoca XVI secolo

Chiunque sulle ossa dei sepolcri orribili
Vedrà il triste amante, i resti miserabili
D’un cuore inaridito d’amore, e l’immobile corpo
Che dalla sua anima morta è posto tra i morti,

Pianga la sorte d’un’anima a sé contraria,
Che per un altro corpo al suo corpo avversario
Mi lascia esanime e senza morire,
Mi fa ai neri sepolcri dietro a lei correre.

Demoni che frequentate dei sepolcri la pietra,
Aiutatemi, datemi notizie della mia anima,
O mostratemi le ossa che segue adorando
Della morta amicizia che non è morta morendo.

Diana, dove sono i tratti di quel bel volto?
Perché il mio occhio non vede come vedeva la tua grazia,
O perché l’occhio dell’anima, e più vivo e più forte,
Ti vede e non ha voluto morire nella tua morte?

Ella non è più qui, o mia anima accecata,
Il corpo volò al cielo quando l’anima vi è andata;
Il mio cuore, il mio sangue, i miei occhi, vedrebbero tra i morti
Il suo cuore, il suo sangue, i suoi occhi, se fosse là il suo corpo.

Se tu bruci in eterno d’una fiamma eterna,
In eterno sarò un corpo senza te, anima mia,
I sepolcri mi vedranno atterrito dai miei gridi,
Compagni amorosi degli spiriti innamorati.

Théodore Agrippa d’Aubigné

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-chiunque-sulle-ossa-dei-sepolcri-orribili-theodore-agrippa-d-aubigne/