I
Vorrei possedere per dire i tuoi splendori,
Il canto piano trionfale delle onde sulle sabbie,
O i polmoni giganti dei venti inesauribili;
Vorrei dominare i pesanti echi tonanti,
Che gettano, nella notte, parole strane,
Per farle gridare e proclamare le tue lodi;
Vorrei che il mare intero cantasse,
E come un peso il mondo sollevasse la sua marea,
Per dirti superba e innalzarti sacra;
Vorrei che il tuo nome nel cielo risuonasse,
Come un fuoco viaggiatore e rotolasse, di astro in astro,
Con rumori di tempesta e urti di disastro.
II
I piedi unghiati di bronzo e gli occhi ben aperti,
Come grandi lucertole, bevendo l’oro delle luci,
Strisciano verso il tuo corpo i miei desideri lunghi e verdi.
In pieno mezzogiorno torrido, alle ore consuete,
Ti ho coricata, al bordo di un campo, nel sole;
Accanto, freme un angolo infuocato di mescolanza,
L’aria tiene sui nostri amori un calore sospeso,
La Schelda si sprofonda in lontananza come una strada d’argento,
E il cielo lamato d’oro allunga la distesa.
E tu ti distendi lasciva e gigante, insorgendo,
Come grandi lucertole bevendo l’oro delle luci,
I miei desideri tornati verso i loro ardori primi.
III
E il mio amore sarà il sole fastoso,
Che vestirà d’estate torrida e di pigrizie
I versanti chiari e nudi del tuo corpo montuoso,
Egli spanderà su te la sua luce in carezze,
E i contatti di questo braciere nuovo
Saranno lingue d’oro che leccheranno la tua pelle.
Tu sarai la bellezza del giorno, tu sarai l’alba
E il rossore delle sere tragiche e ondose;
Farai di chiarori di splendori la tua veste,
La tua carne sarà simile ai marmi favolosi,
Che cantavano, nei deserti, canzoni grandiosi,
Quando il mattino bruciava i loro blocchi, di apoteosi.
IV
Ieraticamente diritto sul mondo, Amore!
Grande Dio, vestito di rosso nei tuoi splendori sacri,
Verso te, l’umanità sale come il giorno,
Sale come i venti e come le maree;
Noi ti magnifichiamo, Amore, Dio giovane e rosso,
Che spezzi sulle nostre fronti i tuoi lampi di collera,
Ma che scocchi anche nel fondo delle nostre midolla,
L’elettrico brivido del piacere eterno,
E noi ti contempliamo, sotto il tuo cielo solenne,
Dove cuori morsi d’oro fiammeggiano al posto delle stelle,
Dove la luna arrotonda il suo orbe in seno vermiglio,
Dove la carne di Venere mette laghi di sole.
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-cantici-emile-verhaeren/
