Bannières de mai

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta Ultimi versiTemi Stagioni, VitaEpoca XIX secolo

Ai rami chiari dei tigli
Muore un malaticcio hallali.
Ma canzoni spirituali
Volteggiano tra i ribes.
Che il nostro sangue rida nelle nostre vene,
Ecco intrecciarsi le vigne.
Il cielo è bello come un angelo.
L’azzurro e l’onda comunicano.
Esco. Se un raggio mi ferisce
Soccomberò sul muschio.

Che si pazienti e ci si annoi
È troppo semplice. Al diavolo le mie pene.
Voglio che l’estate drammatica
Mi leghi al suo carro di fortune
Che per te molto, o Natura,
– Ah meno solo e meno nullo! – io muoia.
Invece che i Pastori, è buffo,
Muiono all’incirca per il mondo.

Voglio bene che le stagioni mi consumino.
A te, Natura, mi arrendo;
E la mia fame e tutta la mia sete.
E, se ti piace, nutri, disseta.
Nulla di nulla m’illude;
È ridere ai parenti, che al sole,
Ma io non voglio ridere a nulla;
E libera sia questa sventura.

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-bannieres-de-mai-arthur-rimbaud/