Per l’uscita aperta sul cunicolo nella creta
Guardando la parete opposta che sembra di torrone
Si vede a sinistra e a destra fuggire l’umido corridoio deserto
Dove muore distesa una pala dal volto spaventoso con due occhi regolamentari che servono a legarla sotto le casse
Un ratto vi indietreggia in fretta mentre io avanzo in fretta
E il cunicolo se ne va coronato di creta seminato di rami
Come un fantasma cavo che mette del vuoto dove passa biancastro
E lassù il tetto è blu e copre bene lo sguardo chiuso da alcune linee rette
Ma al di qua dell’uscita è il palazzo ben nuovo e che sembra antico
Il soffitto è fatto di traversine di ferrovia
Tra le quali ci sono pezzi di creta e ciuffi di aghi di abete
E di tanto in tanto detriti di creta cadono come pezzi di vecchiaia
Accanto all’uscita che chiude un tessuto lento di una specie che serve generalmente agli imballaggi
C’è un buco che funge da focolare e ciò che vi brucia è un fuoco simile all’anima
Tanto turbina e tanto è inseparabile da ciò che divora e fuggitivo
I fili di ferro si tendono ovunque servendo da rete che sostiene delle assi
Formano anche dei ganci e vi si appendono mille cose
Come si fa alla memoria
Borse blu elmetti blu cravatte blu giacche blu
Pezzi del cielo tessuti dei ricordi più puri
E a volte fluttua nell’aria vaghe nuvole di creta
Sulla asse brillano razzi detonatori gioielli dorati a testa smaltata
Neri bianchi rossi
Funamboli che aspettano il loro turno di passare sulle traiettorie
E fanno un ornamento sottile ed elegante a questa dimora sotterranea
Ornata di sei letti disposti a ferro di cavalloSei letti coperti di ricchi manti blu
Sul palazzo c’è un alto tumulo di creta
E lastre di lamiera ondulata
Fiume ghiacciato di questo dominio ideale
Ma privo d’acqua poiché qui non scorre che il fuoco sprigionato dalla melinite
Il parco dai fiori di fulminato sprizza dai buchi inclinati
Mucchio di campane dai dolci suoni di bossoli rutilanti
Abeti eleganti e piccoli come in un paesaggio giapponese
Il palazzo si illumina a volte con una candela dalla fiamma tanto piccola quanto un topo
O palazzo minuscolo come se ti si guardasse dal grosso fondo di un cannocchiale
Piccolo palazzo dove tutto si attutisce
Piccolo palazzo dove tutto è nuovo niente niente di antico
E dove tutto è prezioso dove tutti sono vestiti come un re
Una sella è in un angolo a cavalcioni su una cassa
Un giornale del giorno trascina per terra
E tuttavia tutto sembra vecchio in questa nuova dimora
Così bene che si comprende che l’amore dell’antico
Il gusto dell’anticaglia
Sia venuto agli uomini fin dal tempo delle caverne
Tutto vi era così prezioso e così nuovo
Tutto vi è così prezioso e così nuovo
Che una cosa più antica o che ha già servito vi apparePiù preziosa
Di ciò che si ha sotto mano
In questo palazzo sotterraneo scavato nella creta così bianca e così nuova
E due gradini nuovi
Non hanno due settimane
Sono così vecchi e così consumati in questo palazzo che sembra antico senza imitare l’antico
Che si vede che ciò che c’è di più semplice di più nuovo è ciò che è
Il più vicino a ciò che si chiama la bellezza antica
E ciò che è sovraccarico di ornamenti
Ha bisogno di invecchiare per avere la bellezza che si chiama antica
E che è la nobiltà la forza l’ardore l’anima l’usura
Di ciò che è nuovo e che serve
Soprattutto se ciò è semplice semplice
Così semplice come il piccolo palazzo del tuono
Guillaume Apollinaire
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-bagliori-degli-spari-il-palazzo-del-tuono-guillaume-apollinaire/
