La volpe mascherata

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Una volpe piena di spirito, d’astuzia, di prudenza,
alla corte d’un leone serviva da lungo tempo.
I successi più eclatanti
avevano provato il suo zelo e la sua intelligenza.
Bastava che la si impiegasse, ogni affare andava bene.
La lodavano molto, ma senza darle nulla;
e l’abile volpe era nell’indigenza.
Stanca di servire degli ingrati,
di riuscire sempre senza essere più grassa,
fuggì dalla corte; in un bosco solitario
va a trovare suo nonno,
vecchia volpe in ritiro, che un tempo fu visir.
Là, raccontando le sue imprese, e poi le ingiustizie,
i disgusti che aveva dovuto soffrire,
chiede perché tanti servizi
non avevano mai potuto ottenere nulla.
Il buon vecchio volpone, con la sua voce roca,
gli dice: figlio mio caro, la settimana scorsa,
un mio cugino tasso è morto in questa tana:
sono io il suo erede,
ho conservato la sua pelle: mettila sopra la tua,
e torna alla corte. La volpe con pena
si sottomise al consiglio; mascherata con la pelle
del defunto cugino tasso,
va a guardarsi nell’acqua d’una fontana,
si trova l’aria d’uno sciocco, quale era il cugino.
Tutta vergognosa, della corte riprende il cammino.
Ma, qualche mese dopo, con un ricco equipaggio,
circondata di servi, di schiavi, di adulatori,
colma di doni e di favori,
viene a rendere omaggio al vecchio della sua fortuna:
era gran visir. Te l’avevo ben detto,
esclama allora il vecchio nonno:
amico mio, presso i potenti chiunque vorrà piacere
deve prima nascondere il suo ingegno.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-volpe-mascherata-jean-pierre-claris-de-florian/