La Tortorella e la Capinera

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Una capinera giovane e bella
si divertiva a cantare finché durava il giorno;
la sua vicina, la tortorella,
non voleva, non sapeva fare altro che l’amore.
Compatisco il vostro errore, disse alla capinera;
perdete i vostri più bei momenti:
c’è un solo piacere, ed è avere degli amanti.
Ditemi, vi prego, quale è la canzoncina
che possa valere un dolce bacio.
Io ben mi guarderei dall’osare
paragonarli, rispose la cantante:
ma non sono infelice,
ho messo la mia felicità nei miei canti.
A queste parole, la tortorella
allontanandosi beffarda da lei.
Senza rivedersi passarono dieci anni.
Dopo questo lungo tempo, un bel giorno di primavera,
nella stessa foresta si incontrarono.
L’età aveva un po’ sconvolto le loro attrattive;
a lungo si guardarono
prima di potersi riconoscere i tratti.
Infine la capinera cortese
si avanza per prima: ehi! Buongiorno, amica mia,
come state? Come vanno gli amanti?
-ah! Non me ne parlate, mia cara:
ho perso tutto, piaceri, amici, begli anni;
tutto è passato come un’ombra leggera.
Credevo che la felicità fosse amare, piacere…
oh ricordo crudele! oh rimpianti superflui!
amo ancora, non mi amano più.
Ho perso meno di voi, rispose la cantante:
tuttavia sono vecchia e non ho più voce;
ma amo la musica, e sono ancora felice
quando l’usignolo fa risuonare questi boschi.
La bellezza, questo dono celeste,
non può senza i talenti sfuggire alla noia:
la bellezza passa, un talento resta,
se ne gode anche negli altri.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-tortorella-e-la-capinera-jean-pierre-claris-de-florian/