La scimmia che mostra la lanterna magica

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Signori begli spiriti, la cui prosa e i cui versi
sono d’uno stile pomposo e sempre mirabile,
ma che non si riesce a capire, ascoltate questa favola,
e cercate di diventare chiari.
Un uomo che mostrava la lanterna magica
aveva una scimmia i cui giuochi
attiravano da lui gran folla:
Jacqueau, questo era il suo nome, sulla corda elastica
danzava e volteggiava alla perfezione,
poi faceva il salto mortale,
e poi su un cordino, senza che nulla lo sostenga,
il corpo dritto, fermo, a piombo,
il nostro Jacqueau fa per lungo e per largo
l’esercizio alla prussiana.
Un giorno che al cabaret il suo padrone era rimasto
(era, credo, un giorno di festa),
la nostra scimmia, in libertà,
vuole fare un colpo di testa.
Va a radunare i diversi animali
che può incontrare in città;
cani, gatti, polli, tacchini, porci,
arrivano presto in fila.
Entrate, entrate, signori, gridava il nostro Jacqueau;
è qui, è qui che un nuovo spettacolo
vi incanterà gratis: sì, signori, alla porta
non si prende denaro, io faccio tutto per l’onore.
A queste parole, ogni spettatore
va a mettersi a posto, e si porta
la lanterna magica; si chiudono le imposte,
e, con un discorso fatto apposta,
Jacqueau prepara l’uditorio.
Questo pezzo davvero oratorio
fece sbadigliare, ma si applaudì.
Contento del suo successo, la nostra scimmia afferra
un vetro dipinto che mette nella sua lanterna.
Sa come lo si manovra,
e grida spingendolo: c’è nulla di simile?
Signori, vedete il sole,
i suoi raggi e tutta la sua gloria.
Ecco ora la luna; e poi la storia
di Adamo, di Eva e degli animali…
vedete, signori, come sono belli!
Vedete la nascita del mondo;
vedete… gli spettatori, in una notte profonda,
spalancavano gli occhi e non potevano veder nulla;
l’appartamento, il muro, tutto era nero.
In fede mia, diceva un gatto, di tutte le meraviglie
di cui ci stordisce le orecchie,
il fatto è che io non vedo nulla.
Neanch’io, diceva un cane.
Io, diceva un tacchino, vedo bene qualcosa;
ma non so per quale motivo
non distinguo molto bene.
Durante tutti questi discorsi, il Cicerone moderno
parlava eloquentemente e non si stancava mai.
Aveva dimenticato solo un punto,
quello di illuminare la sua lanterna.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-scimmia-che-mostra-la-lanterna-magica-jean-pierre-claris-de-florian/