La battaglia dei topi e delle donnole

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi Animali, PoliticaEpoca 17e siècle

La nazione delle donnole,
Come quella dei gatti,
Non vuole alcun bene ai topi;
E senza le porte strette
Delle loro abitazioni,
L’animale dalla lunga schiena
Ne farebbe, immagino,
Grandi distruzioni.
Or in un certo anno
Che ve n’erano in abbondanza,
Il loro Re, chiamato Ratapon,
Mise in campo un esercito.
Le donnole, da parte loro,
Spiegarono lo stendardo.
Se si crede alla fama,
La Vittoria fu incerta:
Più d’un campo s’ingrassò
Del sangue di più d’una schiera.
Ma la perdita più grande
Cadde quasi in ogni luogo
Sul popolo dei Sorici.
La sua rotta fu totale,
Per quanto potessero fare Artarpax,
Psicarpax, Meridarpax,
Che, tutti coperti di polvere,
Sostennero abbastanza a lungo
Gli sforzi dei combattenti.
La loro resistenza fu vana:
Bisognò cedere al destino:
Ciascuno fuggì alla meglio,
Sia soldato che capitano.
I Principi perirono tutti.
La plebaglia, nei buchi
Trovando pronta la sua ritirata,
Si salvò senza gran fatica.
Ma i Signori sul loro capo
Avendo ciascuno un pennacchio,
Corna o aigrette,
Sia come segni d’onore,
Sia affinché le donnole
Ne concepissero più paura,
Ciò causò la loro sventura.
Buco, né fessura, né crepa
Fu abbastanza larga per loro,
Mentre la plebe
Entrava nelle minime cavità.
La principale strage
Fu dunque dei principali topi.
Una testa impennacchiata
Non è piccolo impaccio.
Il troppo superbo equipaggio
Può spesso in un passaggio
Causare ritardo.
I piccoli, in ogni faccenda
Sgusciano via assai facilmente;
I grandi non lo possono fare.

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-battaglia-dei-topi-e-delle-donnole-jean-de-la-fontaine/