Un rinoceronte giovane e forte
diceva un giorno al dromedario:
spiegatemi, vi prego, mio caro fratello,
da dove può venirci l’ingiustizia del destino.
L’uomo, questo animale possente per la sua destrezza,
vi cerca con cura, vi alloggia, vi accarezza,
di stesso suo pane vi nutre,
e crede di accrescere la sua ricchezza
moltiplicando la vostra specie.
So bene che sul vostro dorso
portate i suoi figli, sua moglie, i suoi fardelli;
che siete leggero, docile, sobrio, infaticabile;
lo ammetto francamente: ma il rinoceronte
delle stesse virtù è capace.
Credo anzi, sia detto senza farvi adirare,
che tutto il vantaggio è per noi:
il nostro corno e la nostra corazza
nei combattimenti potrebbero servire;
eppure l’uomo ci caccia,
ci disprezza, ci odia, e ci costringe a fuggirlo.
Amico, risponde il dromedario,
della nostra sorte non siate geloso;
è poco servire l’uomo, bisogna anche piacergli.
Vi stupite che ci preferisca a voi:
ma di questo favore ecco tutto il mistero,
noi sappiamo piegare le ginocchia.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-rinoceronte-e-il-dromedario-jean-pierre-claris-de-florian/
