Un certo re che regnava sulle rive del Tago,
e che fu soprannominato il saggio,
non perché fosse prudente,
ma perché era sapiente,
Alfonso, fu soprattutto un abile astronomo.
Conosceva il cielo molto meglio del suo regno,
e abbandonava spesso il suo consiglio
per la luna o per il sole.
Una sera che tornava al suo osservatorio,
circondato dai suoi cortigiani,
amici miei, diceva, finalmente ho motivo di credere
che con i miei nuovi strumenti
vedrò stanotte degli uomini nella luna.
Vostra maestà li vedrà,
rispondevano; la cosa è persino troppo comune,
ella deve vedere meglio di così.
Durante tutti questi discorsi, un povero, nella strada,
si avvicina, chiedendo umilmente, cappello in mano,
qualche maravedì: il re non lo sente,
e, senza guardarlo, continua il suo cammino.
Il povero segue il re, sempre tendendo la mano,
sempre rinnovando la sua preghiera importuna;
ma, con gli occhi al cielo, il re, per tutto ritornello,
ripeteva: vedrò degli uomini nella luna.
Infine il povero lo afferra
per il suo mantello reale, e gravemente gli disse:
non è da lassù, è dai luoghi dove noi siamo
che Dio vi ha fatto sovrano.
Guardate ai vostri piedi; là vedrete degli uomini,
e uomini che mancano di pane.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-re-alfonso-jean-pierre-claris-de-florian/
