Al primo chiarore del giorno, uscendo dal suo villaggio,
Colas, giovane pastore d’un gregge abbastanza bello,
lo conduceva al pascolo.
Sul suo cammino trova un ruscello
che, la notte precedente, un orribile temporale
aveva reso torrente: come attraversare quest’acqua?
Cane, pecore e pastore, tutto si ferma sulla riva.
Facendo un giro si sarebbe raggiunto il ponte;
era certo la via più sicura, ma era la più lunga:
Colas vuole accorciare. Dapprima considera
che può superare questo fiume;
e, poiché i suoi montoni sono forti,
conclude che senza grandi sforzi
il gregge salterà. Detto ciò, si slancia;
il suo cane salta dopo di lui; montoni a entrare in danza,
a gara, coraggio, andiamo!
Dopo i montoni, le pecore;
tutto è in aria, tutto salta, e Colas li incita,
compiacendosi del mezzo.
I montoni, le pecore, saltarono abbastanza bene:
ma le agnelle vennero poi,
gli agnelli, i vecchi, i deboli, i paurosi,
i ribelli, corpo sempre numeroso,
che rifiutavano il salto o saltavano di collera,
e, sia per debolezza, sia per dispetto,
si lasciavano cadere nel fiume.
Ne annegò un quarto; un altro quarto fuggì,
e sotto il dente del lupo perì.
Colas, ridotto alla miseria,
si accorse, ma troppo tardi, che per un buon pastore
la via più corta non è la migliore.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-gregge-di-colas-jean-pierre-claris-de-florian/
