Lessi presso un narratore di Favole,
Che un secondo Rodilardo, l’Alessandro dei Gatti,
L’Attila, il flagello dei Topi,
Rendeva questi ultimi miserabili:
Lessi, dico, in certo Autore,
Che questo Gatto sterminatore,
Vero Cerbero, era temuto una lega all’intorno:
Voleva di Topi spopolare tutto il mondo.
Le assi che si sospendono su un leggero appoggio,
La morte ai Topi, le Trappole,
Non erano che giochi al paragone di lui.
Come vede che nelle loro tane
I Topi erano prigionieri,
Che non osavano uscire, che invano cercava,
Il galante fa il morto, e dall’alto di un palco
Si pende la testa in giù: la bestia scellerata
A certi cordoni si teneva per la zampa.
Il popolo dei Topi crede che sia castigo,
Che abbia fatto un furto di arrosto o di formaggio,
Graffiato qualcuno, causato qualche danno,
Insomma che hanno impiccato il cattivo soggetto.
Tutte, dico, unanimemente
Si promettono di ridere al suo funerale,
Mettono il naso all’aria, mostrano un po’ la testa,
Poi rientrano nei loro nidi di topi,
Poi uscendo di nuovo fanno quattro passi,
Poi infine si mettono in cerca.
Ma ecco bene un’altra festa:
L’impiccato risuscita; e sui suoi piedi cadendo,
Acchiappa le più pigre. «Ne sappiamo più d’una, dice inghiottendole:
È un trucco di vecchia guerra; e le vostre caverne cave
Non vi salveranno, ve lo avverto:
Verrete tutte alla casa.»
Profetizzava vero: il nostro maestro Mitis
Per la seconda volta le inganna e le adesca,
Biancheggia il suo mantello e si infarina,
E in tal modo travestito,
Si nicchia e si accovaccia in una madia aperta.
Fu per lui ben avveduto:
La gente trotta-minuzza se ne viene a cercare la sua perdita.
Un Topo, senza più, si astiene dall’andare a fiutare intorno:
Era un vecchio navigato, sapeva più d’un trucco;
Anzi aveva perso la coda in battaglia.
«Questo blocco infarinato non mi dice nulla di buono,
Gridò di lontano al Generale dei Gatti.
Sospetto sotto ancora qualche macchinazione.
Niente ti serve essere farina;
Perché, quand’anche tu fossi sacco, non mi avvicinerei.
Fu ben detto da lui; approvo la sua prudenza:
Era esperto,
E sapeva che la diffidenza
È madre della sicurezza.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-gatto-e-un-vecchio-topo-jean-de-la-fontaine/
