Due figli d’un fattore, gentili, briosi, belli,
ma un po’ viziati dal padre loro,
cercando nidi nel loro recinto,
trovarono dei piccoli perniciotti
che svolazzavano dietro la madre.
Immaginate la gioia, e come i miei monelli
al gruppo che si sparpaglia
corrono a tagliar la strada da ogni parte,
e non bastano le loro mani
a prendere la povera famiglia!
La pernice, strascicando l’ala, chiamando i suoi piccoli,
invano torna, svolazza, s’avvicina;
già i miei giovani storditi
hanno tutta la sua covata in tasca.
Vogliono dividere da buoni amici;
ciascuno ne tiene sei, ne resta un tredicesimo:
il maggiore lo vuole, l’altro lo vuole pure.
-tiriamo a sorte col dito bagnato. -perbacco no. -perbacco sì.
-cedi, o vedrai. -ma vedrai tu stesso.
Di parola in parola, il maggiore, poco paziente,
getta alla testa del fratello
il perniciotto conteso. Il minore in collera
con uno dei suoi risponde all’istante.
Il maggiore ricomincia con altrettanto;
e questo gioco che piace loro copre intorno a sé la terra
di poveri perniciotti palpitanti.
Il fattore, che passava di ritorno dai campi,
vede questo spettacolo sanguinario,
accorre, e dice ai suoi figli:
come dunque! Piccoli re, le vostre crudeli discordie
fanno sì che tanti innocenti muoiano per i vostri colpi!
Con quale diritto, di grazia, nelle vostre tristi liti,
bisogna che si muoia per voi
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-i-fanciulli-e-le-pernici-jean-pierre-claris-de-florian/
