I due baccellieri

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Due giovani baccellieri alloggiati da un dottore
si adopravano con ardore
per mettersi in grado di prendere la licenza.
Là, dal mattino alla sera, in pubblico disputando,
provando, dividendo, sofisticando
sulla natura e le sue sostanze,
l’infinito, il finito, l’anima, la volontà,
i sensi, il libero arbitrio e la necessità,
furono presto ridotti a non capirsi più:
spesso anzi si dice che proprio da lì cominciassero,
ma è allora che si scambiavano
i più bei argomenti; chi veniva ad ascoltarli
restava a bocca aperta,
e il loro stesso professore in estasi li ammirava.
Una notte che dormivano nel granaio del maestro
su un misero letto comune, ecco i miei giovanotti
che, in sogno, credono di essere
a disputare sui banchi.
Io dimostro, dice l’uno. Io distinguo, dice l’altro.
Or, ecco il mio dilemma. Ergo, ecco il nostro…
a queste parole, i nostri sognatori, gridando, gesticolando,
invece di attenersi ai semplici argomenti
di Aristotele o di Scoto, sostengono il loro dilemma
con pugni ben assestati
sul naso.
Tutti e due saltano dal letto in una collera estrema,
si afferrano per i capelli,
cadono, e fanno cadere in gran confusione con loro
tutti i mobili che hanno, due sedie, un tavolo,
e quattro in-folio scritti su pergamena.
Il professore arriva, una candela in mano,
a quel tintinnio spaventoso:
il diavolo è dunque qui! Dice fuori di sé:
come! Senza vederci chiaro e senza sapere perché,
vi battete così! Quale mosca vi punge?
Noi non ci battiamo affatto, dicono; giudicate meglio:
è che stiamo ripassando tutti e due
le nostre lezioni di metafisica.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-i-due-baccellieri-jean-pierre-claris-de-florian/