Marte un tempo mise tutta l’aria in subbuglio.
Un certo motivo fece nascere la disputa
Tra gli uccelli; non quelli che la Primavera
Conduce alla sua Corte, e che, sotto le fronde,
Con il loro esempio e i loro suoni squillanti
Fanno che Venere in noi si risvegli;
Né quelli ancora che la Madre d’Amore
Mette al suo carro: ma il popolo Avvoltoio,
Dal becco ricurvo, dall’artiglio tagliente,
Per un cane morto si fece, si dice, la guerra.
Piovve sangue; io non esagero.
Se volessi raccontare punto per punto
Tutto il dettaglio, mi mancherebbe il fiato.
Più d’un capo perì, più d’un eroe spirò;
E sul suo scoglio Prometeo sperò
Di vedere presto una fine al suo tormento.
Era un piacere osservare i loro sforzi;
Era pietà vedere cadere i morti.
Valore, destrezza, e astuzie, e sorprese,
Tutto si impiegò. Le due schiere prese
Da ardente furore non risparmiavano alcun mezzo
Di popolare l’aria che respirano le ombre:
Ogni elemento riempì di cittadini
Il vasto recinto che hanno i regni oscuri.
Questa furia mise la compassione
Negli animi di un’altra nazione
Dal collo cangiante, dal cuore tenero e fedele.
Essa impiegò la sua mediazione
Per accordare una tale querela;
Ambasciatori dal popolo piccione
Furono scelti, e così bene operarono,
Che gli Avvoltoi più non si accapigliarono.
Fecero tregua, e la pace ne seguì:
Ahimè! fu a spese della razza
A cui la loro avrebbe dovuto rendere grazie.
La gente maledetta subito perseguì
Tutti i piccioni, ne fece ampia carneficina,
Spopolò i borghi, i campi.
Poca prudenza ebbero i poveri gente,
D’accomodare un popolo così selvaggio.
Tenete sempre divisi i malvagi;
La sicurezza del resto della terra
Dipende da ciò: Seminate tra loro la guerra,
O non avrete con loro alcuna pace.
Questo sia detto di passaggio; io taccio.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-gli-avvoltoi-e-i-piccioni-jean-de-la-fontaine/
