Il topo di città e il topo di campagna

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi Animali, PauraEpoca 17e siècle

Un tempo il Topo di città
invitò il Topo dei campi,
in modo assai cortese,
a degli avanzi di beccafichi.

Su un tappeto di Turchia
la tavola fu apparecchiata.
Lascio pensare che vita
fecero quei due amici.

Il banchetto fu assai onesto,
nulla mancava al convito;
ma qualcuno turbò la festa
mentre erano in pieno gaudio.

Alla porta della sala
udirono un rumore:
il Topo di città scappa via;
il suo compagno lo segue.

Il rumore cessa, si rientra:
topi in campagna subito;
e il cittadino a dire:
Finiamo tutto il nostro arrosto.

– Basta così, dice il campagnolo;
domani verrete da me:
non è che io mi picchi
dei vostri banchetti da Re;

ma nulla viene a interrompermi:
mangio tutto con agio.
Addio dunque; via il piacere
che la paura può corrompere.

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-topo-di-citta-e-il-topo-di-campagna-jean-de-la-fontaine/