Tutto è colto da un brivido improvviso.
L’inverno fugge e si nasconde.
L’anno si toglie il vecchio abito;
La terra indossa la sua bella veste.
Tutto è nuovo, tutto è in piedi;
L’adolescenza è nelle pianure;
La bellezza del diavolo, ovunque,
Raggia e si specchia nelle fontane.
L’albero è vanitoso; tra i fiori
È a gara per chi è più bella;
Tutti sfoggiano i loro colori,
E i più brutti hanno zelo.
Il mazzo spunta dalla roccia;
L’aria bacia le foglie leggere;
Giugno ride nel vedere in ghingheri
Il piccolo popolo delle felci.
È una festa davvero,
Festa a cui viene il cardo, quel zotico;
Nel gran palazzo dell’estate
Gli astri accendono il lampadario.
Si fa il fieno. Presto il grano.
Il mietitore dorme sotto il ceppo;
E tutti i soffi sono mescolati
Di un profumo d’erba tagliata.
Chi canta là? L’usignolo.
Le crisalidi sono partite.
Il verme di terra ha preso il volo
E ha gettato il saio alle ortiche;
Il ragno sull’acqua fa cerchi;
O cielo azzurro! l’ombra è sotto il pergolato;
Il giunco trema, e i moscerini
Vengono a parlarvi all’orecchio;
Si vede girare l’ape a digiuno,
La vespa corre, il calabrone guata;
A tutti questi bevitori di profumo
La primavera apre la sua bettola.
Il bombo, incline agli eccessi,
Entra stropicciandosi la camicia;
Un garofano è un bicchiere pieno,
Un giglio è una tovaglia apparecchiata.
La mosca beve il vermiglio
E l’oro nei fiori semichiusi,
E l’ubriacone è la farfalla,
E le bettole sono le rose.
Di gioia e di estasi ci si riempie,
L’ebbrezza è la liberazione;
Su nessun fiore si legge:
Società di temperanza.
Lo sfarzo provvidenziale
Ovunque brilla, scoppia e si effonde,
E l’unico libro, il cielo,
È dall’alba dorato sui tagli.
Bambini, nei vostri occhi scintillanti
Credo di vedere l’empireo schiudersi;
Voi ridete come la primavera
E piangete come l’aurora.
Victor Hugo
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-laetitia-rerum-victor-hugo/
