Quanto sei Cicerone, affettato mentitore,
che dici che non v’è male se non l’infamia,
se provassi quello che mi cagiona l’amica,
per lo meno diresti che è qualche sventura.
Io sento ogni giorno un’aquila sul cuore,
sento un affanno che m’artiglia, come una Furia
mi rode impaziente, e poi vuoi che io dica,
abbagliato dalle tue parole, che male non è dolore.
Ne disputerete come meglio vi pare,
voi filosofi, Greci, e voi Romani insieme,
ma credo per certo che un travaglio languoroso
è dolore, quando Amore l’incarna dentro l’anima,
e che il disonore, la vergogna e il diffamare
non sono male, al confronto del tormento amoroso.
Pierre de Ronsard
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/quanto-sei-cicerone-pierre-de-ronsard/
