Visione

Poesi di Charles Cros Raccolta Il collare di artigliEpoca XIX secolo

A Puvis de Chavannes.

I

Al mattino, ben riposata,
fuggi, ridente, e cogli
i mughetti bianchi, le cui foglie
hanno perle di rugiada.

I verdi germogli delle querce
nella tua chioma bionda
impediscono il tuo libero passo
verso le radure vicine.

Ma tu spezzi, facendo il broncio,
l’audacia di ogni ramo
che attiravano la tua nuca bianca
e le rose della tua guancia.

La tua veste è presa a quell’albero,
e gli artigli della siepe
tracciano talvolta un solco
rosso, sul tuo collo di marmo.

II

Lascia strappare i tuoi veli.
Chi sei, fresca fanciulla,
il cui sguardo chiaro riflette
il sole e le stelle?

Ora eccoti nuda.
E vai, ancora ridente,
verso il luogo donde viene l’aurora;
e tu, donde sei venuta?

Ma rallenti la corsa
pensosa e fiutando la brezza.
Deliziosa sorpresa,
senti il rumore della sorgente.

Allora rabbrividendo, felice
sospendendoti ai salici,
ti lasci scivolare fino alle spalle,
nell’acqua carezzevole e cava.

Là, che fiore superbo!
Sembra quasi un giglio doppio;
ma l’acqua, tutt’intorno è torbida,
piena di giunchi molli e d’erba.

III

Ti ho seguita come un satiro,
e nascosto, ti guardo,
bianca, nell’acqua ciarliera;
ma quella ninfea ti attira.

Prendi quel falso giglio, quel traditore.
E i giunchi ti hanno avvinta.
Oh! il mio cuore e il mio pensiero
con te scompariranno!

I canneti, l’erba, il fango
mi fermano contro la riva.
Bisogna che io ti sopravviva
senza aver baciato la tua guancia?

Allora, se devi morire,
dimmi come ti chiami,
bella, più di tutte le belle!
Il tuo nome riempirà le mie ore.

«Amico, io sono la Speranza.
Le mie braccia sul mio seno si gelano.»

E le rane gracidano
nello stagno dell’indifferenza.

Charles Cros

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-visione-charles-cros/