Era bella, se la Notte
che dorme nella scura cappella
dove Michelangelo ha fatto il suo letto,
immobile può essere bella.
Era buona, se basta
che passando la mano si apra e doni,
senza che Dio abbia visto nulla, nulla detto,
se l’oro senza pietà fa l’elemosina.
Pensava, se il vano rumore
d’una voce dolce e cadenzata,
come il ruscello che geme,
può far credere al pensiero.
Pregava, se due begli occhi,
talvolta fissandosi alla terra,
talvolta levandosi verso i cieli,
possono chiamarsi la Preghiera.
Avrebbe sorriso, se il fiore
che non si è mai schiuso
potesse aprirsi alla freschezza
del vento che passa e lo dimentica.
Avrebbe pianto se la sua mano,
sul suo cuore freddamente posata,
avesse mai, nell’argilla umana,
sentito la celeste rugiada.
Avrebbe amato, se l’orgoglio
simile alla lampada inutile
che si accende presso una bara,
non avesse vegliato sul suo cuore sterile.
È morta, e non è vissuta.
Fingeva di vivere.
Dalle sue mani è caduto il libro
nel quale non ha letto nulla.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-su-una-morta-alfred-de-musset/
