A Émile Léonard.
Mi sono arruolato sotto il più bel dei cieli
A Nizza la Marina dal nome vittorioso
Perduto tra 900 conducenti anonimi
sono un carrettiere del nuovo carreggio di Nîmes
L’Amore dice Resta qui Ma laggiù gli obici
sposano ardentemente e senza posa i bersagli
Aspetto che la primavera ordini che se ne vada
verso il nord glorioso l’intrepida recluta
I 3 serventi seduti ciondolano le fronti
Dove brillano i loro occhi chiari come i miei speroni
Un bell’pomeriggio di guardia alla scuderia
Sento suonare le trombe dell’artiglieria
Ammiro l’allegria di questo distaccamento
Che va a raggiungere al fronte il nostro bel reggimento
Il territoriale si mangia un’insalata
Di acciughe parlando di sua moglie malata
4 puntatori fissavano le bolle delle livelle
Che si muovevano come gli occhi dei cavalli
Il buon cantore Girault ci canta dopo le 9
Una grande aria d’opera tu ascoltandolo piangi
Accarezzo con la mano il piccolo cannone grigio
Grigio come l’acqua della Senna e penso a Parigi
Ma quel pallido ferito mi ha detto alla mensa
Degli obici nella notte lo splendore argentino
Mastico lentamente la mia porzione di manzo
Passeggio solo la sera dalle 5 alle 9
Sello il mio cavallo battiamo la campagna
Ti saluto in lontananza bella rosa o torre Magne
Guillaume Apollinaire
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-stendardi-a-nimes-guillaume-apollinaire/
