Spinto dalla disperazione, i miei occhi fiammeggianti io levo

Poesi di Théodore Agrippa D'Aubigné Epoca XVI secolo

Spinto dalla disperazione, i miei occhi fiammeggianti io levo
Alla mia crudele bellezza, e baciando per tre volte
Il mio pugnale nudo, l’offro alle mani della mia dea,
E sciogliendo i miei sospiri con voce tremante,
Queste parole spezzate affretto:

“Bella, per spegnere le fiamme della tua ira,
Prendi questo ferro in mano per aprirmi il petto,
Poi il mio cuore ansante fuori dal suo luogo trai,
E stringendolo tutto caldo, soffoca nell’altra mano
La sua vita e il suo martirio.

Ah dio! se per porre fine alla tua ira nemica
La tua mano lo seppellisce, un sepolcro così bello
Sarà il paradiso della sua anima rapita,
Lo farà vivere felice in mezzo alla tomba
D’una vita più bella!”

Ma ella fa seccare di febbre continua
La mia vita languendo, e non vuole tuttavia,
Per timore d’aver pietà di colui che uccide,
Arrossare del mio sangue caldo l’avorio delle sue dita,
E turbare la sua vista.

Théodore Agrippa d’Aubigné

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-spinto-dalla-disperazione-i-miei-occhi-fiammeggianti-io-levo-theodore-agrippa-d-aubigne/