Raggi d’ottobre (IV)

Poesi di Charles-Nérée Beauchemin Raccolta Les floraisons matutinalesEpoca XIX secolo

Ora, più azzurro chiaro, più tiepido alito,
Più concerti nell’albero ai bagliori del mattino:
L’occhio non scopre più le porpore della pianura
Né i fiocchi morbidi della nuvola argentina.

I raggi sono impalliditi, le loro chiarità fugaci
Si spengono tristemente nei cieli oscurati.
La campagna ha velato le sue ricche prospettive.
L’olmo gelato rabbrividisce e piange i suoi detriti.

Addio sospiri dei boschi, melodiosi aliti,
Mormorio eolio del fogliame agitato.
Addio ultimi fiori che la brina ha sorpresi,
Brandelli sparsi del velo stellato dell’estate.

Il giorno muore, l’acqua si lamenta e la terra agonizza.
Gli uccelli partono. Solo, lo scricciolo, sfidando
Freddo e neve, resta, e il suo grido si armonizza
Con il sibilo monotono del vento.

Charles-Nérée Beauchemin

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-raggi-dottobre-iv-charles-neree-beauchemin/