Proiettile color di luna – All’Italia

Poesi di Guillaume Apollinaire Raccolta CalligrammesTemi GuerraEpoca 20° secolo

A Ardengo Soffici.

L’amore ha smosso la mia vita come si smuove la terra nella zona delle
armate
Raggiungevo l’età matura quando la guerra arrivò
E in quel giorno d’agosto 1915 il più caldo dell’anno
Ben riparato nell’ipogeo che ho scavato io stesso
È a te che penso Italia madre dei miei pensieri

E già quando von Kluck marciava su Parigi prima della Marna
Evocavo il sacco di Roma da parte dei tedeschi
Il sacco di Roma che hanno descritto
Un Bonaparte il vicario spagnolo Delicado e l’Aretino
Mi dicevo
È mai possibile che la nazione
Che è la madre della civiltà
Guardi senza difenderla gli sforzi che si fanno per distruggerla

Poi i tempi sono venuti le tombe si sono aperte
I fantasmi degli Schiavi sempre frementi
Si sono levati gridando ADDOSSO AI TEDESCHI
Noi l’esercito invisibile dai gridi abbaglianti
Più dolci che non sia il miele e più semplici di un po’ di terra
Noi ti volgiamo benignamente le spalle Italia
Ma non ti preoccupare ti vogliamo bene
Italia madre che sei anche nostra figlia

Siamo qui tranquillamente e senza tristezza
E se nonostante le maschere i sacchi di sabbia i tronchi cadessimo

Sappiamo che un altro prenderebbe il nostro posto
E che gli Eserciti non periranno mai

I mesi non sono lunghi né i giorni né le notti
È la guerra che è lunga

Italia
Tu nostra madre e nostra figlia qualcosa come una sorella
Ho come te per confortarmi
Il quarto di vino
Che mette tanta differenza tra noi e i Boche
Ho anche come te il volo delle compagnie di
pernici dei 75
Come te non ho quell’orgoglio senza gioia dei Boche e so ridere
Non sono sentimentale all’eccesso come lo sono quelle
persone senza misura che le loro azioni superano senza
che sappiano divertirsi
La nostra civiltà ha più finezza delle cose che essi impiegano
È al di là della vita confortevole
E di ciò che è esteriore nell’arte e nell’industria
I fiori sono i nostri figli e non i loro
Persino il giglio che muore in Vaticano
La pianura è infinita e le trincee sono bianche
Gli aeroplani ronzano come api
Sulle rose momentanee degli scoppi
E le notti sono ornate di ghirlande di abbagliamenti
Di bolle di globuli dai colori insospettati

Godiamo di tutto persino delle nostre sofferenze
Il nostro umore è incantevole l’ardore viene quando serve
Siamo beffardi perché sappiamo distinguere le cose
E non c’è più follia in chi getta le granate che
in chi pela le patate
Tu ami un po’ più di noi i gesti e le parole sonore
Hai a tua disposizione i sortilegi etruschi il senso della maestà
eroica e il coraggioso onore individuale
Noi abbiamo il sorriso intuiamo ciò che non ci si dice siamo
arrangiatori e persino quelli che si tirano indietro saprebbero al
momento opportuno dar prova di quello spirito di sacrificio che si chiama bravura
E fumiamo del grosso con voluttà

È notte sono nel mio blockhaus illuminato dall’elettricità a bacchetta
Penso a te paese dei 2 vulcani
Saluto il ricordo delle sirene e delle scille morte al momento di Messina
Saluto il Colleoni equestre di Venezia
Saluto la camicia rossa
Ti mando le mie amicizie Italia e mi preparo ad applaudire alle alte imprese della tua truppa
Non perché io immagini che ci sarà mai più felicità o infelicità in questo mondo
Ma perché come te amo pensare solo e che i Boche me lo impedirebbero
Ma perché il gusto naturale della perfezione che abbiamo l’uno e
l’altro se li si lasciasse fare sarebbe presto sostituito da non so quali
comodità di cui non so che farmene
E soprattutto perché come te so voglio scegliere e
che essi vorrebbero costringerci a non scegliere più
Un medesimo destino ci lega in questa occasione

Non è per l’insieme che lo dico
Ma per ciascuno di voi Italia

Non ti limitare a prendere le terre irredente
Metti il tuo destino nella bilancia dove è il nostro
I riflettori dardeggiano i loro bagliori come occhi di lumache
E i proiettili cadendo sono cani che gettano della
terra con le zampe dopo aver fatto i loro bisogni

Il nostro esercito invisibile è una bella notte stellata
E ciascuno dei nostri uomini è un astro meraviglioso

O notte o notte abbagliante
I morti sono con i nostri soldati
I morti sono in piedi nelle trincee
O scivolano sotterraneamente verso le Benamate
O Lille San Quintino Laon Maubeuge Vouziers
Noi gettiamo le nostre città come granate
I nostri fiumi sono branditi come sciabole
Le nostre montagne caricano come cavalleria

Riprenderemo le città i fiumi e le colline
Dal confine elvetico alle frontiere batave
Tra te e noi Italia

Ci sono paesini pieni di donne
E vicino a te mi attende colei che adoro
O Fratelli d’Italia

Onde nuvole deletèrie
Metallici detriti che vi arrugginite ovunque
O fratelli d’Italia le vostre piume sul capo
Italia
Senti gridare Lovanio vedi Reims torcere le braccia
E quel soldato ferito sempre in piedi Arras

E ora cantiamo quelli che sono morti
Quelli che vivono
Gli ufficiali i soldati
Gli schioppi Rosalie il cannone il razzo l’elica la pala i cavalli
Cantiamo gli anelli pallidi gli elmi
Cantiamo quelli che sono morti
Cantiamo la terra che sbadiglia di noia
Cantiamo e ridiamo
Per anni
Italia
Senti ragliare l’asino boche
Facciamo la guerra a colpi di frusta
Fatte con i raggi del sole
Italia
Cantiamo e ridiamo
Per anni

Guillaume Apollinaire

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-proiettile-color-di-luna-allitalia-guillaume-apollinaire/