È proprio il mio lutto, il tuo, o autunno scorso!
Rantoli che rotola, nel vento del nord, la pineta,
fogliame d’oro a terra e fogliame di sangue,
su muschi di margine o su pozze di stagno,
pianti degli alberi, i miei pianti, i miei poveri pianti di sangue.
È proprio il mio lutto, il tuo, o autunno scorso!
Scuotimenti d’ira e furie di criniera,
cespugli battuti, morsi, troncati, cespugli squarciati,
ai due bordi dei lunghi cammini, sui selciati,
braccia dei cespugli, le mie braccia, le mie povere braccia levate.
È proprio il mio lutto, il tuo, o autunno scorso?
Qualcosa, laggiù, stritolato in un solco,
che stride immensamente le sue disperazioni ardenti
e che si lagna, come alberi contorti,
grida dei lontani, le mie grida, le mie povere grida perdute.
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ora-dautunno-emile-verhaeren/
