— Oh! come sono golosi! dice talvolta la madre.
Bisogna dar loro tutto, le ciliegie dei boschi,
Le mele del frutteto, i dolci della tavola;
Se sentono la voce delle vacche nella stalla
Latte! presto! e le loro grida sono come una foresta
Di Bondy quando appare un sacchetto di caramelle.
Eccoli ora che reclamano la luna!
Perché no? Il nulla dei giganti mi importuna;
Io invece ammiro, abbagliato, la grandezza dei piccoli.
Ah! l’anima dei bambini ha forti appetiti,
Certo, e sono pensoso davanti a questa golosa
Che vede un universo nell’ombra, e lo chiede.
La luna! Perché no? vi dico. Ebbene, dopo?
Perdinci! se l’avessi, la darei loro.
È vero, senza troppo sapere cosa ne potrebbero fare,
Sì, darei loro, luna, la tua oscura sfera,
Il tuo cielo, da cui Swedenborg non è mai tornato,
Il tuo enigma, il tuo pozzo senza fondo, il tuo ignoto!
Sì, darei loro, dicendo: Siate saggi!
La tua maschera oscura che fa la guardia tra le nuvole,
I tuoi crateri torti da neri aquiloni,
Le tue solitudini d’ombra e d’oblio, le tue valli,
Forse felici, forse orribili, eden o bagni penali,
Luna, e la visione delle tue pallide montagne.
Sì, credo che dopo tutto, dei bambini in ginocchio
Saprebbero servirsi della luna meglio di noi;
Vi metterebbero i loro voti, la loro speranza, la loro preghiera;
Lascierebbero guidare da questa avventuriera
I loro piccoli cuori pensosi verso il grande Dio profondo.
La notte, quando il bambino dorme, quando i suoi sogni se ne vanno,
Certo, vanno più lontano e più in alto dei nostri. Io credo nei bambini come si credeva negli apostoli;
E quando vedo questi cari piccoli esseri senza fiele
E senza paura, desiderare qualcosa dal cielo,
Gliela darei, se l’avessi. La sfera
Che il bambino vuole, dev’essere sua, se la preferisce.
Del resto, non avete nulla oltre i vostri diritti?
Oh! vorrei proprio vedere, per esempio, i re
Stupirsi che dei nani possano avere un mondo!
Sì, darei a voi, angeli dalla testa bionda,
Se potessi, a voi che regnate per amore,
Questi universi bagnati da un misterioso giorno,
Condotti da spiriti che l’ombra ha per ministri,
E l’enorme rotondità dei pianeti sinistri.
Perché no? Mi fido di voi, perché vi vedo,
E mai avete fatto del male. Sì, talvolta,
Pensando a quanto è grande, l’anima innocente,
Quando il mio pensiero in fondo all’infinito si assenta,
Mi dico, nell’estasi e nel sacro spavento,
Che forse, lassù, è, nell’Ignoto,
Un dio superiore agli dei che sognammo,
Capace di dare astri alle anime.
Victor Hugo
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-oh-come-sono-golosi-victor-hugo/
