Ode sulla nascita del Duca di Bordeaux

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Meditazioni poeticheEpoca XIX secolo

Versate sangue! colpite ancora!
Più recidete i suoi rami,
Più il tronco sacro vede sbocciare
I suoi germogli sempre nuovi!
È un dio che inganna il crimine?
Sempre di un’augusta vittima
Il sangue è fertile in vendicatore!
Sempre scampato da Atalia
Qualche bambino che il ferro dimentica
Cresce all’ombra del Signore!

È nato il bambino del miracolo!
Erede del sangue di un martire,
È nato da un tardivo oracolo,
È nato da un ultimo sospiro!
Agli accenti del bronzo che tuona
La Francia si sveglia e si stupisce
Del frutto che la morte ha portato!
Giochi del destino! meraviglie divine!
Così fiorisce sulle rovine
Un giglio che la tempesta ha piantato.

Egli viene, quando i popoli vittime
Del sonno dei loro condottieri,
Errano sui pendii degli abissi
Come greggi senza pastori!
Tra un passato che svapora,
Verso un avvenire che ignora,
L’uomo nuota in un caos!
Il dubbio sgomenta la sua bussola,
Il mondo attende una parola,
La terra ha bisogno di un eroe!

Coraggio! è così che nascono!
È così che nella sua bontà
Un dio li semina! Essi appaiono
Su giorni di sterilità!
Così, in una santa attesa,
Quando dei pastori la schiera errante
Parlava di un nuovo Mosè,
Della notte squarciando il velo,
Una misteriosa stella
Li condusse verso una culla!

Sacra culla! fragile speranza
Che una madre tiene tra le braccia!
Già tu rassicuri la Francia,
I miracoli non ingannano!
Fidente nel suo delirio,
A questa culla già la mia lira
Apre un avvenire trionfante;
E, come quei re dell’Aurora,
Un istinto che l’anima mia ignora
Mi fa adorare un bambino!

Come l’orfano di Pergamo,
Egli vedrà presso la sua culla
Un re, dei principi, una donna,
Piangere anche su un sepolcro!
Cullato sul seno di sua madre,
Se viene a chiedere suo padre,
Vedrà abbassarsi i loro occhi!
E quella vedova inconsolabile,
Nascondendogli il mausoleo,
Col dito gli mostrerà i cieli!

Gettato sul declino delle età,
Egli vedrà l’impero senza fine,
Uscito da gloriose tempeste,
Fremere ancora del suo declino.
Ma la sua spada sui campi di vittoria
Ci ricorderà la memoria
Dei destini promessi a Clodoveo,
Finché il troncone di una spada,
Da un raggio di gloria colpita,
Brillerà nelle mani dei suoi figli!

Sordo alle lezioni effeminate
Di cui il secolo ama nutrirli,
Egli saprà che i destini
Fanno re, per regnare o morire;
Che dei vecchi eroi della sua stirpe
Il primo titolo fu l’audacia,
E il primo trono uno scudo,
E che invano l’umanità grida
Il sangue versato per la patria
È sempre la porpora dei re!

Tremante alla voce della storia,
Questo giudice vivente degli umani,
Francesi! egli saprà che la gloria
Tiene due fiaccole tra le sue mani
L’una, di una sanguinosa luce
Solca l’orribile carriera
Dei popoli dal crimine resi felici;
Simile alle torce delle furie
Che un tempo i famosi empi
Si trascinavano dietro ai loro passi!
L’altra, dal cupo oblio delle età.
Tomba dei popoli e dei re.
Salva solo i secoli saggi,
E le legittime imprese:
Le sue luci immense e pure,
Attraversando le razze future,
Vanno a unirsi al giorno eterno;
Simile a quei fuochi pacifici,
O Vesta! che mani pudiche
Alimentavano sul tuo altare!

Egli saprà che ai giorni in cui siamo,
Per invecchiare sul trono dei re,
Bisogna mostrare agli occhi degli uomini
Le sue virtù accanto ai suoi diritti;
Che seduti a quel grado supremo,
Bisogna difendersi da soli,
Come gli dei sui loro altari;
Richiamare in tutto la loro immagine,
E far adorare la nube
Che li separa dai mortali!

Ai piedi del trono secolare
Dove siede un altro Nestore,
Della tempesta popolare
L’onda calmata mormora ancora!
Questo giusto, che il cielo contempla,
Gli mostrerà con il suo esempio
Come, sugli scogli gettato,
Si erige sulla riva,
Con i relitti del naufragio,
Un tempio all’immortalità!

Così si spiegavano sulla mia lira
I destini presenti ai miei occhi;
E tutto secondava il mio delirio,
E sulla terra, e nei cieli!
Il dolce sguardo della speranza
Illuminava il lutto della Francia:
Come, dopo una lunga notte,
Uscendo da una culla di tenebre,
L’alba cancella i passi funebri
Dell’ombra oscura che fugge.

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ode-sulla-nascita-del-duca-di-bordeaux-alphonse-de-lamartine/