La grande pianura è bianca, immobile e senza voce.
Nessun rumore, nessun suono; ogni vita è spenta.
Ma si ode talvolta, come un cupo lamento,
Qualche cane senza riparo che ulula all’angolo d’un bosco.
Più canti nell’aria, sotto i nostri piedi più stoppie.
L’inverno si è abbattuto su ogni fioritura;
Alberi spogli drizzano all’orizzonte
I loro scheletri imbiancati come fantasmi.
La luna è larga e pallida e sembra affrettarsi.
Si direbbe che abbia freddo nel grande cielo austero.
Con il suo cupo sguardo percorre la terra,
E, vedendo tutto deserto, si affretta a lasciarci.
E freddi cadono su di noi i raggi che essa scaglia,
Fantastici bagliori che va seminando;
E la neve si rischiara in lontananza, sinistramente,
Ai strani riflessi della chiarità blafarda.
Oh! la terribile notte per i piccoli uccelli!
Un vento gelido rabbrividisce e corre per i viali;
Essi, non avendo più l’asilo ombreggiato dei nidi,
Non possono dormire sulle loro zampe gelate.
Nei grandi alberi nudi che il ghiaccio ricopre
Sono lì, tutti tremanti, senza nulla che li protegga;
Con l’occhio inquieto guardano la neve,
Aspettando fino al giorno la notte che non viene
Guy de Maupassant
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-notte-di-neve-guy-de-maupassant/
