La scuola era incantevole al tempo dei maggiolini,
Quando, dalla finestra aperta alle brezze primaverili,
Penetravano, parlandoci di scuole boscherecce
E mettendo la follia nei nostri giovani cervelli,
Grida di uccelli nei profumi dei fieni nuovi;
Allora, per brutto che fosse, certo! sapeva piacerci
Il nostro caro mobilio così poveramente scolastico.
A gran colpi di temperino, lavorando attraverso
Il vecchio legno polveroso e tutto roso dai vermi,
Scavavamo in ogni senso caverne sospette,
Dove alloggiavano, sorvegliati da noi, mucchi d’insetti:
Il nero rinoceronte, che porta fardelli,
Il ferraiolo, clown dotato di una molla nel dorso,
Il lucano subdolo, ma per il resto amabile,
Il curculione, vestito d’oro verde, e il buprestide…
Dimenticavo l’idrofilo con il griburio.
Paul Arène
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-mobili-scolastico-paul-arene/
