Michel e Christine

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta Ultimi versiEpoca XIX secolo

Diamine, se il sole lascia queste sponde!
Fuggi, chiaro diluvio! Ecco l’ombra delle strade.
Nei salici, nel vecchio cortile d’onore,
il temporale getta prima le sue grosse gocce.

O cento agnelli, dell’idillio soldati biondi,
dagli acquedotti, dalle brughiere dimagrite,
fuggite! pianura, deserti, prateria, orizzonti
sono al rosso vestirsi del temporale!

Cane nero, bruno pastore il cui mantello si gonfia,
fuggite l’ora dei lampi superiori;
biondo gregge, quando ecco nuotare ombra e zolfo,
cercate di scendere a rifugi migliori.

Ma io, Signore! ecco che il mio spirito vola,
dopo i cieli gelati di rosso, sotto le
nuvole celesti che corrono e volano
su cento Sologne lunghe come una ferrovia.

Ecco mille lupi, mille semi selvaggi
che porta, non senza amare i convolvoli,
questo religioso pomeriggio di temporale
sull’Europa antica dove cento orde andranno!

Poi, il chiaro di luna! ovunque la landa,
arrossa e le loro fronti ai cieli neri, i guerrieri
cavalcano lentamente i loro pallidi destrieri!
I sassi risuonano sotto questa fiera banda!

– E vedrò il bosco giallo e la valle chiara,
la Sposa dagli occhi azzurri, l’uomo dalla fronte rossa, o Gallia,
e il bianco Agnello pasquale, ai loro piedi cari,
– Michel e Christine, – e Cristo! – fine dell’Idillio.

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-michel-et-christine-arthur-rimbaud/