Ma che! Già i Cieli s’accordan di piangere

Poesi di Théodore Agrippa D'Aubigné Epoca XVI secolo

… Ma che! Già i Cieli s’accordan di piangere,
Il sole s’oscura, un’amara rugiada
Vien di gocce di fiele la terra ad innamorare,
D’un crespo nero la luna ne geme travestita,
E tutto per il mio amore vuol la mia morte onorare.

Al più alto del mezzogiorno, delle stelle i fuochi,
Vedendo che il sole ha perduto la sua luce,
Gettano sul mio trapasso i loro pietosi giochi,
E d’erranti aspetti alleviano la mia miseria.
L’inno del mio trapasso è cantato dai Cieli.

Gli angeli hanno sentito le mie calde passioni,
Lasciano dei Cieli amati il loro piacere indicibile,
Soffrono afflitti dalle mie afflizioni,
Li vedo con i miei occhi benché siano invisibili,
Non sono affascinato da dolci finzioni.

Tutto geme, tutto si lamenta, e il mio male è sì forte
Che commuove fiori, colli, boschi e rocce strane,
Tigri, leoni e orsi e le acque e il loro porto,
Ninfe, i venti, i cieli, gli astri e gli angeli.
Tu sei lontana da pietà e più lontana dalla mia morte,

Più dura che le rocce, le coste e il mare,
Più altera che l’aria, che i cieli e gli angeli,
Più crudele di tutto ciò che posso nominare,
Tigri, orsi e leoni, serpenti, mostri strani,
Tu ridi uccidendomi e io muoio per amare.

Théodore Agrippa d’Aubigné

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ma-che-gia-i-cieli-saccordano-a-piangere-theodore-agrippa-d-aubigne/