L’eterno chiarore

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Dite, voi gente, voi vecchia gente,
che i cuori si esaltino nei vostri villaggi;
dite, voi gente, voi vecchia gente,
che la luce si desti nei vostri vetri
che guardano la strada,
poiché i magi con i loro bianchi mantelli,
poiché i pastori con i loro bianchi greggi,
sono là che sbucano e che ascoltano
e che avanzano sulla strada.

Ecco il principe Carlo Magno;
e Federico la cui barba batte
le guerre, in Germania:
e poi ecco Luigi che fece Versailles;
ecco il triste figliol prodigo
che ritorna, con porci e cani,
dai paesi grevi di stanchezza;
ecco gli arieti neri che un patriarca,
in tempi lontani, addomesticava nell’arca;
ecco i pastori di Caldea
che contemplavano la notte con gli occhi della loro idea,
e quelli di Fiandra e di Zelanda
che si dissolvono nella leggenda
e nella nebbia, in fondo alle lande.

Lo strano e solenne corteo
e le code dei lunghi mantelli
e i rumori di ossicini che fanno le zampe del gregge
sfiorano e animano la neve.
Lassù, il gelo si dispone in terrazze
che macchiano fuochi, simili ad acidi,
e da cui gli angeli chiari e traslucidi
sembrano sorgere e fiammeggiare in specchi.

Si scorge San Gabriele che fu scolpito,
al villaggio, un tempo, nell’oro del tabernacolo;
San Raffaele vestito di lampi e di bellezza;
e San Michele di cui la pastorella udì l’oracolo.

Allora d’un tratto, sulla terra, in fondo alle pianure,
sotto una stella immensa dai fuochi guizzanti
una stalla si rischiara e i fiati
di un asino e di un bue fumano nell’aria d’argento,
al chiarore che esce
mistico e dolce dal suo corpo,
una Vergine ripara e dispone le fasce,
e, presso la soglia, dove sonnecchia un agnello,
un carpentiere fa una culla,
con delle assi.
Senza che vedano l’aureola che li incorona,
lavorano, entrambi, silenziosamente
e pronunciano di tanto in tanto
un nome divino che li stupisce.

Intorno alle mura e sotto il tetto,
l’atmosfera si spande così pura e così fervente
che si sente che ginocchia invisibili si piegano
e che la vita intera è nell’attesa.

Oh! voi, la gente, la vecchia gente,
che guardate passare nei vostri villaggi
gli imperatori e i pastori e i re magi
e le loro bestie che il gregge segue,
sporgetevi tutti alle vostre finestre,
per vedere infine, in fondo alla notte,
ciò che, da mille e mille anni,
si sforza di nascere.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-letterno-chiare-emile-verhaeren/