Le farfalle

Poesi di Gérard De Nerval Epoca XIX secolo

I

Di tutte le belle cose
che ci mancano in inverno,
quale preferite? – Io, le rose;
– Io, l’aspetto d’un bel prato verde;
– Io, la messe che biondeggia,
capigliatura dei solchi;
– Io, l’usignolo che canta;
– E io, le belle farfalle!

La farfalla, fiore senza stelo,
che volteggia,
che si coglie in un retino;
nella natura infinita,
armonia
tra la pianta e l’uccello!…

Quando ritorna l’estate superba,
me ne vado nel bosco tutto solo:
mi distendo nella grande erba,
perduto in questo verde sudario.
Sopra la mia testa rovesciata,
là, ciascuno di loro a sua volta,
passa come un pensiero
di poesia o d’amore!

Ecco la farfalla “fauno”,
nera e gialla;
ecco il “mars” azzurro,
che agita scintille
sulle sue ali
di velluto ricco e marezzato.

Ecco il “vulcano” rapido,
che vola come un uccello:
la sua ala nera e splendida
porta un grande nastro rosso vivo.
Dei! il “sulfureo”, nello spazio,
come un lampo ha brillato…
Ma il gioioso “madreperla” passa,
e non vedo più che lui!

II

Come un ventaglio di seta,
spiega
il suo manto seminato d’argento;
e la sua veste screziata
è dorata
d’un oro verdastro e cangiante.

Ecco il “machaon-zebra”,
a strisce fulve e nere;
il “lutto”, in abito funebre,
e lo “specchio” blu striato;
ecco l'”argo”, foglia morta,
il “morio”, il “grande blu”,
e il “pavone di giorno” che porta
su ogni ala un occhio di fuoco!

Ma la sera imbrunisce le nostre pianure;
le “falene”
prendono il loro volo rumoroso,
e gli “sfingi” dai colori scuri,
nelle ombre
volteggiano girando.

È il “grande pavone” dall’occhio rosa
disegnato su un fondo grigio,
che vola solo a notte chiusa,
come i pipistrelli;
il “bombice” del ligustro,
striato di giallo e di vento,
e la “farfalla della quercia”
che non muore in inverno!…

Ecco lo “sfinge” dalla testa
di scheletro,
dipinta in bianco su fondo nero,
che il villano teme,
sulla sua strada,
di veder volteggiare la sera.

Odio anche le “falene”,
sombri ospiti della notte,
che volteggiano nelle nostre pianure
dalle sette a mezzanotte;
ma voi, farfalle che amo,
leggere farfalle di giorno,
tutto in voi è un emblema
di poesia e d’amore!

III

Guai, farfalle che amo,
dolce emblema,
a voi per la vostra bellezza!…
Un dito, sul vostro corsetto,
al passaggio,
sgualcisce, ahimè! il velluto!…

Una giovanissima fanciulla
dal cuore tenero, dal dolce sorriso,
trafiggendo i vostri cuori con un ago,
vi contempla, con l’occhio sorpreso:
e le vostre zampe sono recise
dall’unghia bianca che le morde,
e le vostre antenne contratte
nei dolori della morte!…

Gérard de Nerval

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-le-farfalle-gerard-de-nerval/