La vanga

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Il gelo indurisce le acque; il vento fa impallidire le nuvole.

A oriente del prato, nel suolo aspro
È là che sale e trema, la vanga
Lamentevole e nuda.

– Fai una croce sul suolo giallo
Con la tua lunga mano,
Tu che te ne vai, per il cammino –

La casupola d’umidità verdastra
E i suoi due tigli fulminati
E della cenere nel focolare
E sul muro ancora il piedistallo di gesso,
Ma la Vergine caduta a terra.

– Fai una croce verso le casupole
Con la tua lunga mano di pace e di luce –

Rospi morti nei solchi infiniti
E pesci tra le canne
E poi un grido sempre più povero e lento d’uccello,
Infinitamente, laggiù, un grido in agonia.

– Fai una croce con la tua mano
Pietosa, sul cammino –

Nella finestrella vuota della stalla
Il ragno ha tessuto la stella di polvere;
E la fattoria sul fiume,
Attraverso le sue stoppie lamentevoli,
Come braccia dalle mani recise,
Incrocia le sue travi da parte a parte.

– Fai una croce sul domani,
Definitiva, con la tua mano –

Un doppio filare di alberi e di tronchi nudi sono abbattuti,
Lungo le strade in rotta,
I villaggi – non più campane per suonarvi
Il singhiozzante dies irae
Disperato, verso l’eco vuota e le sue bocche spezzate.

– Fai una croce ai quattro angoli degli orizzonti.

Poiché è la fine dei campi ed è la fine delle sere;
Il lutto in fondo ai cieli gira, come macine,
I suoi soli neri;
E delle larve schiudono sole
Ai fianchi putridi delle donne che sono morte.

A oriente del prato, nel suolo aspro,
Sul cadavere sparso dei vecchi arativi,
Domina là, e per sempre,
Piastra di ferro chiaro, stecca di legno freddo,
La vanga.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-vanga-emile-verhaeren/