La Lys

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Lys tranquilla, Lys dolce e lenta
Cui il vento culla, sulle rive, le erbe e le piante,
Voi circondate i nostri campi e i nostri borghi, laggiù,
Di mille e mille meandri,
Per tenere più stretta, fra le vostre braccia,
La Fiandra.

E andate e ritornate,
Senza angoscia e senza marea,
Autunno, inverno, estate, primavera;
E avete sempre tempo,
Come la gente delle nostre contrade.

E il vostro corso se ne va verso le povere case
E gli alti campanili bianchi, le cui quattro imposte
Gettano verso il giorno vicino,
Ogni mattina, la voce delle campane;
E le fattorie e i giardini e i prati rossicci,
Di cui bagnate il margine,
Hanno tutti, per venire fino a voi,
Una scalinata fatta nella terra;
E serve e lavandaie
Ne scendono i vacillanti gradini di pietra,
E si sentono le loro voci cantare di chiuso in chiuso,
E risuonare, all’improvviso, nei borghi,
L’eco,
Quando il rumore floscio e riversato dei secchi
Cade nell’acqua.

Sulle vostre dighe, tranquillamente, ai piedi dei salici,
Un vecchio pescatore ostinato tiene, dritta, la sua canna,
Bastone d’ombra, fisso e mobile, sui flutti chiari;
Anitre bianche, dal becco giallo e lustro, avanzano,
Navigano e all’improvviso afferrano i crescioni verdi
Che decorano i bordi sinuosi delle vostre anse.

E rare chiatte passano nei vostri bagliori,
Lente e pesanti chiatte trainate dagli alatori,
La cui corda talvolta ai vostri cespugli s’aggroppa,
Mentre al timone, che manovra con i reni,
Nonchalantemente, la pipa fra i denti, le mani in tasca,
Il barcaiolo s’appoggia e fischietta un ritornello.

Lys tranquilla e familiare,
Vi si adora nel fondo dei borghi e dei villaggi;
Riflettete i loro lutti e costeggiate i loro mali,
Proprio come, nei tempi gioiosi, specchiate nelle vostre acque
I cortei, le ghirlande e le bandiere
Delle kermesse parrocchiali.

E in lontananza, laggiù, tra Deinze e Courtrai,
Con le vostre braccia, i vostri pugni, le vostre mani e le vostre dita d’onda
Ammollite pazientemente il lino sacro,
Voi, la più flessibile operaia che sia al mondo;
E la vostra oscura fatica è così misteriosa,
Nel fondo del pesante limo, del fango e delle ceneri,
Che in nessun altro luogo, sotto la chiarità dei cieli
O Lys! tela è bianca quanto in Fiandra.

E raggruppate ai vostri fianchi la gente umile
Che lavora gaìamente sui suoi telai agili,
I fini tessuti più chiari della neve e dell’argento;
Il tessitore, chino verso le sue trame fragili
Riannoda abilmente i fili rotti e ritorti
E il sole che scivola tra essi la sua chiarezza netta,
Colpendo il va-e-vieni alato della navetta,
La trasforma al passaggio in brusco insetto d’oro.

Anche nei giorni neri di lutto, di pericolo e di guerra,
Vi faceste, O Lys, la sicura ausiliaria
Dei vecchi borghesi fiamminghi contro il re francese:
Le vostre acque, per salvarli, inondarono la pianura,
E l’esercito impantanò la sua vendetta e il suo odio
Nella trappola fangosa delle vostre paludi segrete.

Così, Lys eroica, utile, amorevole e saggia
Come un mobile beneficio sfiorate le case,
E vi attardate, nel vostro lungo viaggio
Per non dimenticare nessuno in fondo agli orizzonti.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-lys-emile-verhaeren/