La festa all’Hôtel de Ville

Poesi di Michel Altaroche Epoca XIX secolo

19 giugno 1837

Accorrete presto alle nostre splendide feste!
Qui banchetti, là concerti, altrove balli.
I diamanti brillano sulle teste,
Il vino arrossa le coppe di cristallo.
Questo lusso altero che ovunque si dispiega,
Il popolo lo pagherà in soldi.
Municipali, in lontananza scacciate la folla.
Divertiamoci!

Che bel banchetto! cibi preziosi e rari,
Di cui a prezzo d’oro si ebbe ogni pezzo,
Vini contrattati con i cru più avari
E che il tempo ha sigillato col suo sigillo…
Cos’è questo rumore?… – Nulla, è un proletario
Che muore di fame a pochi passi da voi.
– Un uomo morto?… È spiacevole! Che lo si seppellisca.
Inebriamoci!

Ecco frutti che all’autunno
Ruba a caro prezzo l’estate per questi pasti:
Là, è l’Aï la cui spuma schiumosa
Segue il tappo che salta con fracasso…
Cos’è?… un petardo che la rabbia eterna
Dei faziosi? – No, no, rassicuratevi!
Un commerciante si brucia il cervello…
Inebriamoci!

Duprez comincia… O soavi meraviglie!
Gai convitati, abbandonate le vostre posate.
È ora il bouquet delle orecchie;
Si canterà per mille scudi di versi.
Quale aria lamentosa giunge fino a questa cerchia?…
Guardia, all’erta! In prigione trascinate tutti
Questo mendicante che canta una lamentela…
Inebriamoci!

Donne, al ballo! La danza vi chiama;
Dei violini udite gli accordi.
Ma una voce dall’alto ci interpella.
Tremate! tremate! ballate sui morti
Questo suolo maledetto che il vostro valzer sfiora,
Il becchino lo calpestava prima di noi… “”
Tanto meglio! la terra è sotto i nostri piedi più molle.
Scuotete le gambe!

Scacciamo ben lontano questa lugubre immagine
Che del piacere viene ad arrestare il volo.
Già impallidisce sotto un’altra nube
Il nostro orizzonte di parure e d’oro.
È Waterloo… Perdio, che ci importa!
Quando lo straniero ebbe tirato i chiavistelli,
Ci si è visto entrare da questa porta…
Scuotete le gambe!

Orsù, la nostra festa è brillante forse?
È costata novecentoventimila franchi.
Cosa ne resta? Niente… su una finestra,
Al sorgere del giorno, dei lampioncini morenti.
Quando il sole illuminerà lo spazio,
Cento mobili saranno venduti all’asta.
Presto, agli esattori, carrozze, fate posto…
Allontaniamoci!

Michel Altaroche

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-festa-allhotel-de-ville-michel-altaroche/