La culla

Poesi di Charles-Nérée Beauchemin Raccolta Patria intimaEpoca XIX secolo

La campagna, come un tempo,
Con il cassettone, e il baule,
E l’armadio a vetri, ci offre
La culla con fusi di legno.

Nel cuore di un ciliegio selvatico,
L’avo ne tagliò i pezzi;
E la curva delle lunghe culle
Illustra la sgorbia ingenua.

Che la madre vi corichi un maschietto,
O che una bimba vi respiri,
L’orgoglio non vi vede che il sorriso
E il vigore del lattante.

Sulla paglia di questo letto rozzo,
I marmocchi avranno un sonno
Che, come l’aria pura e il sole,
Rende più belli, più freschi, più robusti.

Agli angoli del salotto chiuso,
I mobili impolverati appassiscono,
Ma nell’alcova contadina,
L’antica culla non è rimasta oziosa.

Ciò che essa culla con tanta gioia,
Culla e culla, bene o male,
Nel suo telaio tutto traballante,
È l’essere che il cielo invia.

È il bambino dell’umile casa,
Nutrito dalla terra feconda
Dove ogni buon seme abbonda,
E tutto fruttifica in abbondanza.

Presso il letto funebre dove l’antenato,
Il Cristo tra le dita, fu esposto,
Nel cuore dell’ultimo battezzato,
Il vecchio cuore francese rinascerà.

E il tetto natale, ogni giorno,
Benedice la stirpe trionfante
La cui discendenza immortale genera
La virtù, la forza, l’amore.

Charles-Nérée Beauchemin

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-culla-charles-neree-beauchemin/