Smarriamoci, anima mia, in queste cripte funeste,
Dove il dolore, per mezzo dei delitti, si definisce,
Dove ogni lastra, lungo il muro, attesta
Che un nero omicidio, per tutta l’eternità,
È là stritolato, sotto il granito.
Là cadono lacrime sui morti;
Lacrime su corpi morti
E i loro rimorsi,
Là cadono;
Cuori insanguinati d’amore
Si sono un tempo amati,
Si sono uccisi, pur amandosi sempre,
E si odono, le notti, e si odono, i giorni,
Tacere o chiamarsi, tra queste tombe.
Il vento che passa e che l’ombra vi respira,
È umido e greve e vecchio di ricordi;
Lo si ascolta, la sera, col respiro sospeso;
E si sorprendono effluvi volare
E attrarsi e sfiorarsi.
Oh! queste cave di marmo in scultura contorte.
La vita, oltre la morte ancor vivente,
La vita approfondita nel terrore,
Perdura là, così forte,
Che si crede sentire, nelle muraglie,
Con sovrumani sforzi,
Battere ed esaltarsi ancora
Tutti quei cuori folli, tutti quei cuori morti,
Che hanno vinto i loro funerali.
Riposano là amanti di re
Il cui capriccio e il cui delirio
Han fatto combattere imperi;
Conquistatori, i cui glaivi di spavento
Si spezzarono, tra dita di donna;
Poeti ferventi e chiari
Della loro ebbrezza e della loro fiamma,
Che perirono, cantando l’aria
Triste o gioiosa che amava la loro dama.
Ecco i devastatori e gli ardenti
Il cui bacio mascherava il morso;
I folli il cui vertigine amava l’abisso
Che facevano a pezzi l’amore scolpendovi un delitto;
I violenti e i vinti dal destino
Ebbri dell’ignoto che offriva loro la morte;
Infine, le principesse, le regine,
Morte – da quali tempi e su quali patiboli? –
Quando il popolo portava i morti, come stendardi,
Davanti ai suoi passi slanciati verso la conquista umana.
Smarriamoci, anima mia, in queste cripte di lutto,
Dove, sotto ogni tomba, dove, in ogni sudario,
Si ascoltano i morti così terribilmente vivere.
La loro disperazione superba e il loro dolore inebriano,
Poiché, oltre l’agonia, hanno piantato
Così fortemente e così tragicamente la loro volontà
Che la loro polvere è ancora piena
Dei chiari fermenti del loro amore e del loro odio.
Le loro passioni, benché oggi senza voce,
Si mordono a vicenda, come un tempo,
Più feroci da quando si sentono
Libere, in questo palazzo della chiarezza assente.
Sguardo d’orgoglio, sguardo di preda,
Fondono l’uno sull’altro, senza che li si veda,
Per trafiggersi e sprofondare, in tenebre.
Intorno ai vecchi graniti e alle pietre celebri,
Talvolta, un rimestio di passi guerrieri si ode
E tale eroe in piedi nel suo orgoglio, attende
Che, sul suo piedistallo ornato di rossi combattimenti,
D’improvviso il bronzo e l’oro della battaglia si muovano.
Ogni dramma vi vive, gli occhi sbarrati, il pugno chiuso,
E trascina, al suo fianco, la disperazione armata;
L’invidia e il sospetto si incontrano ai crocevia;
Parole sono soffocate, da mani, su bocche;
Braccia si annodano e si snodano, ardenti e stanche;
Nell’ombra, si crederebbe vedere luccicare un assassinio;
Mille desideri che si levano e che abortiscono,
D’un ampio slancio vinto, battono sempre le porte;
L’intermittente riflesso di vecchie fiaccole di bronzo
Passa, lungo i muri, in gesti sovrumani;
Si sente, intorno a sé, le passioni tese,
Sull’arco silenzioso dei più cupi pensieri;
Tutto è muto e tutto è ansante;
La notte, la febbre ancora aumenta e si ode
Un rumore pesante uscire dalla terra
E spezzarsi i piombi e fendersi le bare!
Oh, questa vita acuta e tutta in profondità,
Così tenebrosa e così torbida, che fa paura!
Questa vita aspra, dove le lotte crescono
A forza di volontà,
Fino a dare l’eternità
Per misura alla sua angoscia,
Cuore mio, senti, come è sfrenata
Nel suo spasmo supremo e nel suo fervore dannato?
Sia per pietà, sia perché essa
Concentra, nel suo ardore, tutta l’anima ribelle,
Inchinati, verso il suo mistero e il suo terrore,
O tu, che vuoi la vita attraverso tutto, cuore mio!
Pesa la sua paura e calcola le sue furie
E la sua ostinazione, in questi conflitti di tempeste,
Sempre esasperato, fino allo sforzo supremo;
Senti i flussi di gioia e i riflussi di pena
Passare, nell’atmosfera, e infebbrare la morte;
Pensa a tutti i tuoi amori, pensa a tutti i tuoi odi,
E tuffati, selvaggio ed estremista,
Come un rosso fascio di lance,
In questo terribile e brulicante braciere
Di violenza e di silenzio.
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-cripta-emile-verhaeren/
