La canzone del malamato

Poesi di Guillaume Apollinaire Raccolta AlcoolsTemi Amore, CittàEpoca 20° secolo

A Paul Léautaud

E cantavo questa romanza
Nel 1903 senza sapere
Che il mio amore a somiglianza
Del bel Fenice se muore una sera
Al mattino vede la sua rinascita.

Una sera di seminebbia a Londra
Un teppista che somigliava al
Mio amore venne incontro a me
E lo sguardo che mi gettò
Mi fece abbassare gli occhi per vergogna

Segui quel cattivo ragazzo
Che fischiettava mani in tasca
Sembravamo tra le case
Onda aperta del Mar Rosso
Lui gli Ebrei io Faraone

Dove cadono queste onde di mattoni
Se tu non fosti ben amata
Io sono il sovrano d’Egitto
Sua sorella-sposa il suo esercito
Se tu non sei l’amore unico

Al voltar di una strada bruciante
Di tutti i fuochi delle sue facciate
Piaghe della nebbia sanguinolenta
Dove si lamentavano le facciate
Una donna a lui somigliante

Era il suo sguardo d’inumanità
La cicatrice al suo collo nudo
Uscì ubriaca da una taverna
Nel momento in cui riconobbi
La falsità dell’amore stesso

Quando fu di ritorno infine
Nella sua patria il saggio Ulisse
Il suo vecchio cane di lui si ricordò
Presso un tappeto di alto liccio
Sua moglie attendeva che tornasse

Lo sposo reale di Sacontala
Stanco di vincere si rallegrò
Quando la ritrovò più pallida
D’attesa e d’amore occhi palliti
Accarezzando la sua gazzella maschio

Ho pensato a quei re felici
Quando il falso amore e colei
Di cui sono ancora innamorato
Urlando le loro ombre infedeli
Mi resero così infelice

Rimpianti su cui l’inferno si fonda
Che un cielo d’oblio s’apra ai miei voti
Per il suo bacio i re del mondo
Sarebbero morti i poveri famosi
Per lei avrebbero venduto la loro ombra
Ho svernato nel mio passato
Ritorni il sole di Pasqua
Per scaldare un cuore più gelato
Dei quaranta di Sebastia
Meno della mia vita martoriati

Mia bella nave o mia memoria
Abbiamo navigato abbastanza
In un’onda cattiva da bere
Abbiamo divagato abbastanza
Dal bel alba al triste sera

Addio falso amore confuso
Con la donna che si allontana
Con quella che ho perduto
L’anno scorso in Germania
E che non rivedrò più

Via lattea o sorella luminosa
Dei bianchi ruscelli di Canaan
E dei corpi bianchi delle amanti
Nuotatori morti seguiremo ansanti
Il tuo corso verso altre nebulose

Mi ricordo di un altro anno
Era l’alba di un giorno d’aprile
Ho cantato la mia gioia benamata
Cantato l’amore a voce virile
Nel momento d’amore dell’anno

Guillaume Apollinaire

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-canzone-del-malamato-guillaume-apollinaire/