Insaziabilmente

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

La sera, piena dei disgusti del quotidiano miraggio,
Con denti, brutale, di follia e di fuoco,
Io mordo in me il mio proprio cuore e lo oltraggio
E rido, se torce il suo martirio verso Dio.

Laggiù, un cielo bruciato di apoteosi verdi
Domina un angolo di mare – e fiamme di flutti
Entrano, come tra ferite aperte,
In scogli forati di grida e di singhiozzi.

E il mio cuore si riflette in questa sera di tortura,
Quando l’onda si rode e si lacera sugli scogli
E si accanisce contro se stessa e la sua armatura
D’oro e d’argento scoppia e si sbriciola, a colpi.

La gioia, infine, mi viene dal soffrire per me stesso,
Perché lo voglio, e mi inebrio delle lacrime
Che verso, e il mio orgoglio tace la sua bestemmia
E si esalta, sotto gli ululati dei miei dolori.

Io perseguito i miei mali e i miei vizi. Dimentico
L’inesinguibile noia del mio squilibrio,
E quando la sera leva il suo calice di feccia,
Me lo verso da bere, insaziabilmente.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-insaziabilmente-emile-verhaeren/