Inde Irae

Poesi di Victor Hugo Epoca XIX secolo

Tutto fremente d’amore, di estasi, di splendori,
l’inno universale canta in fondo alle profondità
con tutti i fiori e tutte le stelle;
canta Dio che sogna sotto i veli fiammeggianti;
canta; è superbo, sfolgorante, trionfante,
dolce come un nido d’uccello nella mano d’un bambino;
inebria l’azzurro, abbaglia lo spazio;
adora e benedice. D’un tratto Satana passa,
l’essere immondo che cerca di prostituire ogni cosa,
e l’inno, vedendolo, si mette a deriderlo.
Lo lapida con la sua gioia interrotta;
ciò che benediceva morde; ciò che lodava insulta;
il tuono indignato rumoreggia nell’osanna;
la gogna si erge sulla vetta del Sinai;
ogni strofa del canto di gloria e d’armonia
prende forma, si fa uomo, è profeta, è genio,
e diventa il carnefice splendido del malvagio.
Di qui nasce Isaia, anima a doppio taglio,
di qui nascono i grandi vendicatori, i sognatori ferini,
i pallidi Giovenali, terrore dei Cesari calvi,
e quel Dante spaventoso davanti a cui tutto fugge,
fatto d’un’ombra che si sente di marmo nella notte.

Il 12 marzo 1855.

Victor Hugo

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-inde-irae-victor-hugo/