Il fidanzamento

Poesi di Guillaume Apollinaire Raccolta AlcoolsTemi Amore, TristezzaEpoca 20° secolo

A Picasso

La primavera lascia vagare i fidanzati spergiuri
E lascia frondeggiare a lungo le piume azzurre
Che scuote il cipresso dove nidifica l’uccello azzurro

Una Madonna all’alba ha colto le rose canine
Verrà domani a cogliere le giunchiglie
Per metterle nei nidi delle colombe che destina
Al piccione che questa sera sembrava il Paraclito

Nel boschetto di limoni si innamorarono
Dell’amore che amiamo le ultime arrivate
I villaggi lontani sono come le palpebre
E tra i limoni i loro cuori sono sospesi

***

Gli amici hanno finalmente confessato il loro disprezzo
Bevevo a pieni bicchieri le stelle
Un angelo ha sterminato mentre dormivo
Gli agnelli i pastori delle tristi greggi
Falsi centurioni portavano via l’aceto
E i mendicanti male feriti dall’elleboro danzavano
Stelle del risveglio non ne conosco nessuna
I becchi a gas pisciavano la loro fiamma al chiaro di luna
Becchini con boccali facevano tintinnare rintocchi
Al chiarore delle candele cadevano alla rinfusa
Falsi colletti sui flutti di gonne mal spazzolate
Puerpere mascherate festeggiavano il loro puerperio
La città quella notte sembrava un arcipelago
Donne chiedevano amore e dulia
E fiume oscuro oscuro mi ricordo
Le ombre che passavano non erano mai belle

***

Non ho più nemmeno pietà di me stesso
E non posso esprimere il mio tormento di silenzio
Tutte le parole che avevo da dire si sono cambiate in stelle
Un Icaro tenta di sollevarsi fino a ciascuno dei miei occhi
E portatore di soli brucio al centro di due nebulose
Che cosa ho fatto alle bestie teologali dell’intelligenza
Un tempo i morti sono tornati per adorarmi
E speravo la fine del mondo
Ma la mia arriva fischiando come un uragano

***
Ho avuto il coraggio di guardare indietro
I cadaveri dei miei giorni
Segnano la mia strada e li piango
Alcuni imputridiscono nelle chiese italiane
O bene in piccoli boschi di limoni
Che fioriscono e fruttificano
Nello stesso tempo e in ogni stagione
Altri giorni hanno pianto prima di morire nelle taverne
Dove ardenti mazzi di fiori strepitavano
Agli occhi di una mulatta che inventava la poesia
E le rose dell’elettricità si aprono ancora
Nel giardino della mia memoria

***

Perdonate la mia ignoranza
Perdonate se non conosco più l’antico gioco dei versi
Non so più nulla e amo unicamente
I fiori ai miei occhi ridiventano fiamme
Medito divinamente
E sorrido degli esseri che non ho creato
Ma se venisse il tempo in cui l’ombra finalmente solida
Si moltiplicasse realizzando la diversità formale del mio amore
AmMirerei la mia opera

***
Osservo il riposo della domenica
E lodo la pigrizia
Come come ridurre
L’infinitamente piccola scienza
Che mi impongono i miei sensi
Uno è simile alle montagne al cielo
Alle città al mio amore
Somiglia alle stagioni
Vive decapitato la sua testa è il sole
E la luna il suo collo tagliato
Vorrei provare un ardore infinito
Mostro del mio udito tu ruggisci e piangi
Il tuono ti serve da capigliatura
E i tuoi artigli ripetono il canto degli uccelli
Il tatto mostruoso mi ha penetrato mi avvelena
I miei occhi nuotano lontano da me
E gli astri intatti sono i miei maestri senza prova
La bestia dei fumi ha la testa fiorita
E il mostro più bello
Avendo il sapore dell’alloro si dispera

***

Alla fine le menzogne non mi fanno più paura
È la luna che cuoce come un uovo al tegamino
Questa collana di gocce d’acqua ornerà l’annegata
Ecco il mio mazzo di fiori della Passione
Che offrono teneramente due corone di spine
Le strade sono bagnate dalla pioggia di poco fa
Angeli diligenti lavorano per me a casa
La luna e la tristezza scompariranno durante
Tutta la santa giornata
Tutta la santa giornata ho camminato cantando
Una dama affacciata alla sua finestra mi ha guardato a lungo
Allontanarmi cantando

***

All’angolo di una strada vidi dei marinai
Che danzavano a collo nudo al suono di una fisarmonica
Ho dato tutto al sole
Tutto tranne la mia ombra

Le draghe i fagotti le sirene mezze morte
All’orizzonte nebbioso si inabissavano i velieri
I venti sono spirati incoronati di anemoni
O Vergine segno puro del terzo mese

***

Templari fiammeggianti brucio tra voi
Profetizziamo insieme o gran maestro io sono
Il fuoco desiderabile che per voi si sacrifica
E la ghirlanda gira o bella o bella notte

Legami sciolti da una libera fiamma Ardore
Che il mio soffio spegnerà O Morti a quarant’anni
Miro della mia morte la gloria e la sventura
Come se mirassi l’uccello della quintana

Incertezza uccello finto dipinto quando cadevate
Il sole e l’amore danzavano nel villaggio
E i tuoi figli galanti ben o mal vestiti
Hanno costruito questo rogo il nido del mio coraggio

Guillaume Apollinaire

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-fidanzamento-guillaume-apollinaire/