A cosa passare la notte quando si cena in quaresima?
Così, col bicchiere in mano, ragionavano due amici.
Quali conversazioni scegliere, oneste e lecite,
Ma gaie, come un vecchio vino le consiglia e le ama?
Rodolphe
Parliamo dei nostri amori; la gioia e la bellezza
Sono i miei dei più cari, dopo la libertà.
Abbiamo un allegro idillio, brindando.
Per i boschi e i prati, i pastori di Virgilio
Festeggiavano la poesia a ogni ora, in ogni luogo;
Così canta al sole la cicala dorata.
Con voce più modesta, ispirata dal caso,
Noi, come il grillo, cantiamo accanto al fuoco.
Albert
Facciamo ciò che ti piace. A volte, in questa vita,
Una canzone ci culla e ci aiuta a soffrire,
E, se offendiamo l’antica poesia,
La sua ombra stessa è dolce per chi la sa amare.
Rodolphe
Rosalie è il nome della brunetta
Di cui l’incostante caso mi ha fatto maestro e signore.
Il suo nome è la mia delizia, e, quando lo ripeto,
Lo sento, ogni volta, meglio inciso nel mio cuore.
Albert
Non posso su questo tono parlare della mia amica.
Sebbene anche il suo nome sia dolce da pronunciare,
Non saprei senza vergogna a tal punto offenderla,
E dire, in una sola parola, il segreto della mia vita.
Rodolphe
Che la fortuna abbondi di capricci affascinanti
Dai nostri primi sguardi divenimmo amanti.
Era un martedì grasso in una mascherata;
Cenavamo; – la Follia agitò i suoi sonagli,
E il nostro amore nascente uscì da un bicchiere tracannato,
Come un tempo Venere dalla schiuma dei flutti.
Albert
Quali misteri profondi nella miseria umana!
Quando, sotto gli ippocastani, accanto a sua madre,
La vidi, a passi lenti, entrare così dolcemente
(La sua fronte era così pura, il suo sguardo così tranquillo!),
Il cielo mi è testimone, dal primo momento,
Capii che amarla era pena inutile;
E tuttavia il mio cuore provò un amaro piacere
Nel sentire che amava e che stava per soffrire!
Rodolphe
Da quando al mio capezzale ride questa testa folle,
Essa scaccia insieme il sonno e la noia;
Al suono dei nostri baci il tempo gioioso vola,
E il nostro letto di fiori non ha ancora una piega.
Albert
Da quando nei suoi occhi è nata la mia pena,
Nessuno sa il tormento che mi lacera.
Lei stessa lo ignora, – e la mia sola speranza
È che lo indovini un giorno, quando ne morirò.
Rodolphe
Quando la mia incantatrice socchiude le palpebre,
Cupa come la notte, pura come la luce,
Sullo smalto dei suoi occhi brilla un nero diamante.
Albert
Come su un fiore una goccia di pioggia,
Come una pallida stella in fondo al firmamento,
Così brilla tremando lo sguardo della mia vita.
Rodolphe
La sua fronte non è più grande di quella di Venere.
Da un nodo di nastro due bandeaux trattenuti
L’avvolgono mollemente d’una fresca aureola;
E, quando ai piedi del letto cadono i suoi lunghi capelli,
Si crederebbe di vedere, la sera, sui suoi fianchi amorosi,
Srotolarsi gaiamente la mantiglia spagnola.
Albert
Questa felicità ai miei occhi non è stata data
Di vedere mai così la testa beneamata.
Il casto santuario dove siede il suo pensiero
D’un diadema d’oro è sempre coronato.
Rodolphe
Guardala, al mattino, che cinguetta e saltella;
Il suo cuore è un uccello, – la sua bocca è un fiore.
È là che bisogna cogliere questa indolente fanciulla,
E, sulla porpora viva dove il riso scoppietta,
Del suo soffio inebriante respirare la freschezza.
Albert
Una volta soltanto, ero la sera accanto a lei;
Il sonno le veniva e la rendeva più bella;
Piegò verso di me la fronte piena di languore,
E, come si vede aprirsi una rosa addormentata,
In un debole sospiro, dalle labbra della mia amata,
Sentii esalare il profumo del suo cuore.
Rodolphe
Vorrei vedere che un giorno la mia bella, svegliata,
Al cabaret vicino stordita dallo champagne,
Venisse, in gonna corta, a insinuarsi tra le tue braccia.
Che ne sarebbe allora della tua malinconia?
Perché infine ogni cosa è possibile quaggiù.
Albert
Se lo sguardo profondo della mia cara amante
Un istante per caso si fermasse sul tuo,
Che ne sarebbe allora di questa folle ebbrezza?
Amare è qualcosa, e il resto non è nulla.
Rodolphe
No, l’amore che tace è solo una fantasticheria.
Il silenzio è morte, e l’amore è vita;
Ed è una vecchia menzogna inventata per piacere,
Credere alla felicità fuori dalla voluttà!
Non posso né condividere né compatire la tua sofferenza
Il caso è lassù per gli audaci;
E colui che la paura ha ucciso la speranza
Merita la sua sventura e fa ingiuria agli dei.
Albert
No, quando la loro anima immensa entrò nella natura,
Gli dei non dissero tutto alla materia impura
Che ricevette nel suo grembo la loro forma e la loro bellezza.
La realtà è una visione.
No, fiaschi rotti, alcune vane parole
Che si pronunciano a caso e che si crede di scambiare,
Tra due freddi baci alcuni risi frivoli,
E di un essere sconosciuto il contatto passeggero,
No, non è l’amore, non è nemmeno un sogno,
E la sazietà, che succede al desiderio,
Porta un tale disgusto quando il cuore si solleva,
Che non so, in fondo, se è pena o piacere.
Rodolphe
È pena o piacere, un alcova ben chiusa,
E il punch acceso, quando fa cattivo tempo?
È pena o piacere, l’incarnato della rosa,
Il candore dell’alabastro e l’odore della primavera?
Quando la realtà non fosse che un’immagine,
E il contorno leggero delle cose quaggiù,
Mi preservi il cielo dal saperne di più!
La maschera è così incantevole, che ho paura del viso,
E anche a carnevale non la toccherei.
Albert
Una lacrima dice più di quanto potresti dire.
Rodolphe
Una lacrima ha il suo prezzo, è la sorella di un sorriso.
Con due occhi parlanti a volte amo chiacchierare;
Ma il solo vero linguaggio al mondo è un bacio.
Albert
Così dunque, a tuo piacere spendi la tua pigrizia.
O mio povero segreto! come sono dolci i nostri affanni!
Rodolphe
Così dunque, a tuo piacere porta la tua tristezza.
O mie povere cene! come si sparla di voi!
Albert
Bada solo che la tua bella sventata
In qualche onesto fastidio non perda la sua gaiezza.
Rodolphe
Bada solo che la tua rosa addormentata
Non trovi una farfalla in qualche bella sera d’estate.
Albert
Dei primi fuochi del giorno vedo la luce.
Rodolphe
Lasciamo la nostra disputa e svuotiamo il bicchiere.
Amiamo, è abbastanza, ciascuno a suo modo.
Ne ho conosciute più d’una, e ne so la canzone.
Il diritto è del più forte, in amore come in guerra,
E la donna che si ama avrà sempre ragione.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-idillio-alfred-de-musset/
